Non potrebbe esistere nessuna trasformazione digitale senza cloud computing. Lo sappiamo da anni ma solo dal 2020, con l’emergenza della pandemia, le aziende hanno compreso fino in fondo che cosa significhi dipendere dalla tecnologia per poter continuare a lavorare e a garantire un servizio ai clienti, evitando gravi perdite di giro d’affari. E c’è di più: lo smart working, adottato da molte aziende come una necessità del momento, nei mesi si è consolidato come una modalità operativa nuova, alternata o sovrapposta a quelle precedenti. Le piattaforme per la collaborazione a distanza sono un pilastro di questa trasformazione, come ci spiega Guido Porro, amministratore delegato Italia e managing director EuroMed di Dassault Systèmes.

 

Guido Porro, amministratore delegato Italia e managing director EuroMed di Dassault Systèmes

 

Nell'ultimo anno e poco più abbiamo vissuto una crisi di dimensioni globali e le organizzazioni sono state costrette ad adottare misure straordinarie per sopravvivere e continuare a generare profitto, affrontando interruzioni nella catena di approvvigionamento e problematiche legate al susseguirsi dei lockdown, facendo talvolta fronte all’urgenza di cambiare metodologie, tipologie e ritmi di delivery. Questa situazione senza precedenti ha premiato le aziende nelle quali un processo di digital transformation era già in atto e spronato quelle ancora indecise a darne concreto impulso. L’emergenza pandemica ha, infine, fatto scattare un campanello d'allarme per tutte quelle imprese che non avevano ancora né iniziato, né preso in considerazione di avviare un percorso di cambiamento e innovazione tecnologica.

Con la crisi da covid-19 tutti noi abbiamo vissuto questa esigenza di cambiamento nel modo di collaborare, comunicare e innovare. Le organizzazioni hanno dovuto spesso ripensare i propri processi per facilitare la connessione e interazione tra i vari interlocutori, preservando operatività e competitività. McKinsey ha descritto in un recente articolo l’importante ruolo giocato dalle cloud platform proprio nel consentire alle aziende di soddisfare nel 2020 questo tipo di esigenza di cambiamento e innovazione a più livelli, a partire dal supporto all’aumento della domanda, che in alcuni settori è stato a dir poco critico. 

Il cloud si è rivelato, infatti, essere il vero fattore abilitante, permettendo alle aziende di supportare anche picchi di domanda improvvisi (creati ad esempio dalla consistente migrazione sui canali digitali da parte di un numero significativo di nuove realtà), non prevedibili né programmabili, e di scalare nuovi servizi in brevissimo tempo. È lo stesso studio, tra l’altro, a sottolineare che agilità e flessibilità rappresentano oggi per organizzazioni di qualsiasi dimensione i veri pilastri strategici e che il focus verso il quale gli investimenti tecnologici si stanno dirigendo risiede nella collaborazione, basata appunto sul cloud e su piattaforme in grado di abilitare la connessione tra fornitori, produttori, team di logistica e clienti finali, mirata a fornire ottimale visibilità, pianificazione e controllo sui cicli di produzione. Dalla collaborazione derivano infatti quell’agilità e flessibilità indispensabili per creare nelle imprese la resilienza che permette loro di emergere sul mercato oggi, trasformando situazioni critiche in fattori di vantaggio competitivo.

Il cloud, con le sue piattaforme su cui digitalizzare e virtualizzare i processi per creare innovazione e resilienza, è stato peraltro consacrato dall’Osservatorio Cloud Transformation della School of Management del Politecnico di Milano quale importante alleato delle organizzazioni nel rispondere rapidamente alle nuove esigenze di collaborazione, gestione progettuale e valutazione delle performance create o ampliate dalla pandemia. Nella ricerca realizzata dall’Osservatorio Cloud Transformation si legge peraltro che, dopo anni di sostanziale stabilità, il 2020 ha mostrato una dinamica di adozione del cloud più significativa anche da parte delle Pmi più scettiche e meno digitalizzate, costrette dalle circostanze ad adeguarsi per non interrompere del tutto le attività. 

Concordiamo con l’Osservatorio che la sfida che in questo new normal il mondo dell’impresa ha di fronte per proseguire il percorso verso una reale trasformazione sia quella di fare un passo in più, per trasformare quella che fino a ieri è stata una sorta di risposta tattica all’emergenza in una vera e propria strategia digitale basata proprio sul cloud. Riscontriamo una tendenza positiva verso l’approccio a questa tecnologia, d’altronde, da parte di molte aziende che stanno effettivamente già apprezzando il valore aggiunto di piattaforme integrate di collaborazione, mirata ad abilitare una produzione agile e flessibile, come ad esempio la piattaforma cloud- based 3Dexperience e la soluzione 3Dexperience  Works di Dassault Systèmes.

 

 

La cloud collaboration genera innovazione

Oggi il mondo dell’impresa si trova a far fronte ad una crescente pressione per sviluppare prodotti e servizi innovativi, in modo più continuo, efficiente e sempre più conveniente. L'innovazione applicata allo sviluppo dei prodotti è diventata linfa vitale e fattore sempre più differenziante e questo comporta, anche per le realtà più all'avanguardia, la necessità di saper bilanciare l’esigenza di innovazione dal punto di vista delle scelte e soluzioni tecnologiche con altre priorità, come ad esempio quella di accelerare il time-to-market e di tenere sotto controllo i costi di ricerca e sviluppo. Raggiungere questi obiettivi, quindi, e promuovere al contempo l'innovazione continua nello sviluppo dei prodotti richiede un livello superiore di collaborazione tra i team di progettazione, ingegneria e produzione nonché tra tutti i diversi attori coinvolti nel processo. 

Per rendere la collaborazione più efficace nel generare innovazione, gli sviluppatori devono poter lavorare meglio e collaborare il più possibile. Seppur esistano molte situazioni in cui singoli individui scoprono, creano o si imbattono casualmente in un’innovazione, il processo (di innovazione) non è un'attività isolata. Nessun progettista lavora da solo. Anche nei casi in cui un'invenzione o un'innovazione vengano attribuite a un'unica persona, in realtà quest’ultima ha sicuramente collaborato, dietro le quinte, con altre persone, sintetizzando conoscenze, idee, opinioni, suggerimenti e consigli di amici, colleghi e parti interessate, per perfezionare la rispettiva ispirazione, guidare la loro creatività, concentrarsi sulla propria visione e ottenere alla fine un'applicazione pratica che risponda alle aspettative iniziali.

Le grandi idee possono avere origini molto diverse tra loro e le organizzazioni devono, oggi più che mai, affrontare la sfida di riunire i migliori talenti, da ovunque essi provengano, in modo che possano collaborare in modo efficace come parte di un team e mettere in relazione integrata le rispettive idee, senza affrontare i costi che comporterebbe trasferire fisicamente tutte queste persone in un unico posto, come anche installare altri software o acquistare nuovi dispositivi hardware. Fattori che andrebbero a estendere, tra l’altro, i tempi di sviluppo.

Utilizzando sistemi basati sul cloud è possibile oggi connettere i membri dei team di lavoro da qualsiasi luogo, abbattendo barriere geografiche, di accesso ai dispositivi e di tempo, per abilitare una collaborazione semplice, in tempo reale, e una gestione in background dei dati trasparente, a beneficio della produttività. Poiché gli strumenti e i dati risiedono sulla nuvola non è necessario, poi, acquistare ad esempio nuovo hardware o installare aggiornamenti e correzioni. Gli aggiornamenti vengono eseguiti, infatti, in modo automatico e gli utenti hanno bisogno solo di un browser Web aggiornato per visualizzare e rivedere i dati e collaborare con colleghi, partner, fornitori, consulenti e chiunque altro sia coinvolto nel progetto con evidente riduzione dei costi IT.

L'aumento della produttività non si ottiene poi solo grazie a migliore comunicazione, gestione trasparente e maggiore sicurezza dei dati – fattori tipici di una piattaforma cloud collaborativa, d’altronde – ma anche da tutte le funzioni a valle che la tecnologia oggi consente di eseguire simultaneamente, anziché in sequenza (ad esempio avviare simulazioni e condividere i risultati, produrre documentazione, creare rendering e sviluppare attrezzature man mano che il progetto avanza). Invece di attendere il rilascio del progetto, i membri dei vari team possono completare e aggiornare i deliverable in modo che siano pronti all'uso quando il prodotto finale verrà rilasciato per la produzione. Affinché, infatti, possa affermarsi sul mercato, quest’ultimo deve essere prima commercializzato e in questo caso la scalabilità dei costi fornisce l’ulteriore valore aggiunto di evitare che anche questa fase finale comporti costi esorbitanti per l'azienda.

Siamo più che mai convinti che lo sviluppo di prodotti basato sul cloud possa concretamente migliorare il modo di lavorare. Il cloud ci ha permesso di concretizzare l’immagine ideale di un team di lavoro in cui i singoli interlocutori di un progetto siano connessi e interagiscano in modo semplice, agile e smart. Pensiamo che la nostra piattaforma 3Dexperience in cloud abiliti il concetto di innovazione collaborativa e contribuisca ad innovare e accelerare il processo di sviluppo prodotto.