Quante volte, nel mondo della tecnologia, si sente la parola “integrazione”? Tantissime, al punto di poter considerare questo termine come uno dei tormentoni degli ultimi anni. Nel caso dei progetti It avviati dalle aziende, anche italiane, questa parola non è comunque priva di sostanza: simboleggia un diverso modo di concepire non solo le soluzioni tecnologiche, ma anche il business. Lo può ben testimoniare Avanade, società nata dalla joint venture stretta fra Accenture e Microsoft, e che ha nell’offerta della società di Redmond (di cui è “vicina di casa”, essendo domiciliata a Seattle) la sua più naturale proposta. Basti un esempio: nel mondo, Avanade ha realizzato oltre 600 progetti basati sul Crm di Dynamics, vantando più di 800 consulenti specializzati su questo prodotto.

Alla guida della filiale tricolore dal settembre del 2015 c’è Mauro Meanti, che dall’esordio professionale in Olivetti è passato tra le fila di Microsoft, dove è rimasto per 23 anni, e poi tra quelle di Parallels, fino alla nomina nel ruolo di amministratore delegato di Avande Italia. “Sempre più osserviamo i nostri clienti portare a termine progetti integrati, che coinvolgono più applicazioni”, testimonia Meanti. “Questa tendenza è confermata sul fronte dell’offerta anche da Microsoft, che sta andando verso la progressiva integrazione dei suoi Erp e Crm. Inizialmente si è trattato soprattutto di un’integrazione commerciale, ma sempre di più sta diventando anche funzionale”.

I software destinati a compiti diversi – da un lato la gestione e pianificazione delle risorse, dall’altro la cura delle relazioni con i clienti e della vendita – ora devono dialogare fra loro, sincronizzarsi, attingere a fonti di dati comuni. Molti dei nuovi progetti It, spiega l’amministratore delegato, mirano a ottenere maggior valore dai dati trattandoli in modo integrato sia in fase di raccolta, sia nell’analisi, sia nelle conseguenti azioni di intelligence. “È un passo importante”, sottolinea Meanti, “perché oggi è ancora complicato creare una piattaforma che metta insieme Erp e Crm. Le aziende vogliono anche spingere dipartimenti diversi a parlarsi fra loro”.

 

Mauro Meanti, amministratore delegato di Avande Italy

 

Dunque l’esigenza di abbattere i confini (o, se si preferisce un’altra metafora, di eliminare i famigerati “silos”) riguarda sia le tecnologie, sia l’organizzazione stessa delle aziende in dipartimenti e gruppi di lavoro. E Avanade stessa ha assecondato questa logica rivedendo la propria suddivisione interna: nell’ultimo anno (quello fiscale si è chiuso ad agosto) la struttura italiana è passata dal contare 12 team di prodotto all’avere quattro divisioni create in base alla tipologia e finalità dei progetti It curati. La divisione “cloud” si occupa soprattutto di trasformazione infrastrutturale, migrazioni sulla nuvola e gestione di desktop virtuali; il gruppo “business applications” segue i progetti che coinvolgono l’Erp; “digital” si interessa di marketing digitale, siti di e-commerce e analisi dei relativi dati; “technical services” è la parte più tradizionale di servizi gestiti. “Circa il 30% dei progetti che realizziamo è trasversale a questi raggruppamenti”, sottolinea l’Ad, specificando che a tale struttura si aggiungono alcune decine di esperti di experience design.

Arrivata a superare i 750 collaboratori in Italia (di cui un centinaio assunti negli ultimi 12 mesi), Avanade in quest’anno fiscale da poco cominciato vuole crescere ancora, sia in fatturato sia in “teste”. Nel fiscal year 2016 il giro d’affari della filiale è aumentato di poco meno del 10%, con il traino delle aree tradizionalmente meno forti per l’azienda: in crescita i lavori commissionati da clienti del settore pubblico e delle utility/risorse, stabili invece le richieste dal mondo della finanza, del retail e dei servizi. Quanto alle finalità dei progetti, a dominare sono stati quelli legati all’evoluzione del Crm e dell’Erp in ottica integrata e quelli di migrazione infrastrutturale sul cloud. A tal proposito va citato l’ingaggio (di Avanade, ma anche di Microsoft e Accenture) da parte di Rcs per lo spostamento su Azure dei siti delle testate e dei blog appartenenti al gruppo editoriale.

 

 

“Per quest’anno abbiamo l’obiettivo di crescere in doppia cifra”, annuncia Meanti. “Alle tendenze già osservate nel precedente anno fiscale, pensiamo si aggiungeranno nuovi progetti incentrati sugli analytics e sull’Internet of Things”. In ambito IoT, c’è già un’interessante iniziativa in corso con un’azienda che vende semilavorati: per lei, Avanade sta mettendo a punto la componente cloud (cioè Azure) di una soluzione che servirà a tracciare e poi sottoporre ad analytics i percorsi dei materiali, dalla fabbrica fino allo smaltimento. In questo finale di 2016 e nella prima metà del 2017, in Italia continuerà la ricerca di nuovi talenti: in particolare, di persone con competenze in ambito Crm ed Erp, ma anche di un buon numero di programmatori e di qualche data scientist. Una cinquantina di nuovi collaboratori andranno ad aggiungersi ai 150 che già lavorano da Cagliari.