La ricarica senza fili compie un altro passo verso la standardizzazione del mercato. Powermat, organizzazione che cura uno dei due principali standard tecnologici al mondo, il Pma/Airfuel, ha annunciato l’ingresso nel Wireless Power Consortium (Wpc), di fatto il suo principale competitor. Sì, perché il Wpc “tutela” gli interessi di Qi, che da quest’oggi può praticamente fregiarsi del titolo di unico standard del mercato. Una battaglia, quella di Powermat, che si era già risolta in una sconfitta quando l’anno scorso Apple aveva confermato la volontà di ricorrere a Qi per i propri prodotti. La Mela era infatti uno degli ultimi big player tecnologici a non integrare la ricarica senza fili nei propri dispositivi. “Qi è diventato lo standard dominante e il recente lancio della linea di iPhone è un’ulteriore evidenza del suo successo”, ha dovuto ammettere Elad Dubzinski, Ceo di Powermat.

In seguito all’annuncio di Cupertino, ad esempio, l’azienda israeliana era ricorsa a un aggiornamento software forzato dei tappetini di ricarica presenti nei negozi Starbucks per garantire la compatibilità con la tecnologia Qi e dare così la possibilità ai possessori dei nuovi iPhone di ricaricarne le batterie. Powermat, comunque, ha dichiarato che contribuirà al lavoro di Wpc sviluppando in parallelo le proprie soluzioni, le quali saranno retrocompatibili con Qi.

Il settore della ricarica senza fili si sta consolidando da un paio di anni. A fine 2015 due dei tre allora principali player, Alliance for Wireless Power e Power Matters Alliance, si erano uniti per formare la Airfuel Alliance, di cui Powermat era l’organizzazione di punta. Un gruppo che non è però mai riuscito a contrastare la potenza di fuoco di Wpc, limitandosi a guadagnare il 10 per cento di market share e ben pochi partner, contro gli oltre novanta modelli di smartphone e gli ottanta veicoli compatibili con Qi.