Il momento sfortunato di Samsung Electronics non è finito, e ancora una volta il colosso sudcoreano degli smartphone, dei semiconduttori e dell’elettronica di consumo ha sfornato una trimestrale a segno meno, sia nei ricavi sia, soprattutto, nei profitti. Per il terzo trimestre dell’anno fiscale 2019 l’azienda stima profitti pari a 7.700 miliardi di won sudcoreani (circa 6,4 miliardi di dollari), in calo del 56% rispetto all’analogo periodo del 2018, mentre per i ricavi si prevede una contrazione del 5,3%, a 62.000 miliardi di won (51,8 miliardi di dollari). 

Non sono buone notizie, ma nemmeno disastrose: gli analisti si aspettavano numeri inferiori. Peraltro si tratta ancora di una guidance e non del bilancio consolidato (che arriverà a fine mese), ma questo è sufficiente per farsi un’idea sulla fatica che chi commercia smartphone e chip oggi deve sostenere.

Dopo anni di crescita impetuosa, il mercato dei dispositivi mobili attraversa una fase di rallentamento, con poche eccezioni felici per marchi cinesi come Huawei e Xiaomi. Da pochi giorni, tra l’altro, l’azienda ha dovuto confermare le voci sulla chiusura delle attività di fabbricazione degli smartphone in Cina, un mercato non più profittevole, dove però alcuni modelli di Galaxy continueranno a essere prodotti da partner di Samsung e commercializzati su da quest’ultima.

L’altra grande fonte di ricavi della società sudcoreana, i semiconduttori, risente invece del calo di prezzi verificatosi lungo la supply chain. Il terzo trimestre dell’anno fiscale 2018 era stato invece un momento di picco dei prezzi per i chip di memoria, e questo spiega almeno in parte perché il ruzzolone dei profitti un anno dopo sia stato tanto marcato. D’altra parte, sottolineano gli analisti, i volumi hanno retto, anzi c’è stata una domanda superiore alle attese di componenti Nand e Dram. Ora, comunque, il vento sembra aver cambiato nuovamente direzione, nel quarto trimestre 2019 i conti di Samsung potrebbero tornare in positivo. Cnbc cita il commento di Sanjeev Rana, senior analyst di Clsa: “Le scorte di componenti di Dram e Nand stanno calando sia tra i fornitori sia tra i clienti. I prezzi dei Nand hanno cominciato a risalire e credo che i prezzi dei Dram faranno lo stesso nel giro di uno o due trimestri”.