Samsung è ancora il marchio di smartphone più venduto al mondo, ma negli ultimi anni sempre più sta patendo la concorrenza di Huawei. Era forse tempo per un cambiamento, anche alla luce dei problemi giudiziari che in patria hanno travolto il gruppo dirigente della società , coinvolto nelle pratiche di corruzione della ex presidentessa sudcoreana Park Geun-hye. In attesa dell’apertura del processo, Samsung ha nominato una commissione di sette esperti indipendenti (due avvocati, due accademici, due rappresentanti della società civile e un ex dirigente di Samsung) che dovranno valutare la compliance legale dell’azienda. I lavori della commissione inizieranno a febbraio.

 

Intanto Samsung ha cominciato l’anno nuovo con un rimescolamento di carte. DJ Koh, che dal 2017 ricopriva il ruolo di presidente della divisione mobile, lascia la poltrona a Roh Tae-moon, il quale a 52 anni diventa il manager più giovane mai scelto dall’azienda per un ruolo da presidente. Koh resta comunque in carica come Ceo della divisione IT & Mobile Communications.

 

Roh Tae-moon, presidente della divisione mobile di Samsung Electronics

 

Roh Tae-moon è entrato in Samsung nel 1997 e da allora ha ricoperto ruoli legati alla ricerca e sviluppo dei dispositivi Galaxy, ma ha anche contribuito al taglio dei costi aziendali promuovendo politiche di produzione in outsourcing. “Il rimescolamento di Samsung”, ha commentato Tom Kang, analista di Counterpoint, “sembra mirato a gestire un potenziale grande cambiamento nel mercato con nuova tecnologia. Il giovane dirigente è noto per la sua risolutezza e dunque saprà probabilmente reagire prontamente al cambiamento per difendere la leadership di Samsung da Huawei”.

 

Nel terzo trimestre del 2019, stando ai dati di Counterpoint, il 21% di market share di Samsung ne faceva ancora il primo nome del mercato per vendite a volume, tallonato però da Huawei (al 18%). Allargando l’osservazione all’ultimo biennio, la crescita del marchio cinese appare evidente, come mostrano anche i dati di Idc.