Il 2020 sarà ricordato come l’anno della pandemia, ma per qualcuno più fortunato anche come l’inizio di una reinvenzione basata sull’innovazione tecnologica. Il senso di un evento diluito lungo buona parte del mese di dicembre per Amazon Web Services sta tutto in quanto affermato in apertura dal Ceo Andy Jassy: “Gli effetti della crisi generata dai problemi sanitari si sono proiettati nella necessità per tutti, noi compresi, di risparmiare in tutti i modi possibili. Ma la discontinuità del periodo sta portando a ripensare a ciò che realmente si vuole o non si vuole fare. L’adozione del cloud pubblico, sin qui portata avanti in modo meditato, ha subito nel 2020 un’accelerazione senza precedenti”.

Il classico Aws Re:invent non si è solo trasformato in un evento virtuale, ma ha occupato tre settimane per presentare un fiume di nuovi servizi e idee, destinati a prefigurare l’informatica, forse, del prossimo decennio. Jassy ha fatto leva sui numeri per giustificare questa scelta: “Ci sono voluti dieci anni per raggiungere un volume d’affari di 10 miliardi di dollari, ma abbiamo impiegato solo 23 mesi per superare i 20 miliardi, altri 13 per scavalcare i 30 e un anno scarso per raggiungere gli attuali 46,4 miliardi di dollari”.

Forte di questa ascesa repentina, la società ha subissato tecnici e appassionati di novità assai complesse da sintetizzare. Possiamo però provare a delineare qualche tendenza-chiave emersa dall’evento. Innanzitutto, il cloud ibrido non va inteso come un freno all’espansione della componente public, ma semmai accade l’inverso, concretizzando in una direzione ciò che non esisterebbe senza l’altra. Fin qui, Aws aveva scarsamente incoraggiato approcci ibridi, ma Aws Outposts, che poggia sull’idea di portare nei data center appliance Aws gestite dallo stesso player, appare la prima vera incursione nel mondo dell’ibrido.

La visione si fa più concreta e meno costosa. Ecs Anywhere ed Eks Anywhere rendono i tool di orchestrazione dei container cloud Aws implementabili sulle infrastrutture interne delle aziende. In questo modo, si è aperto un altro fronte di sfida verso i principali competitor, in particolare Google Anthos e Azure Aks, offrendo alle aziende uno strato software infrastrutturale per gestire container con la stessa logica, le stesse Api e la stessa console d’amministrazione utilizzati per il cloud pubblico.

Sempre nel campo dei container si collocano gli annunci di Aws Proton e Amazon Ecr Public. Il primo è un servizio di supporto alla costruzione automatizzata di infrastrutture, che consente di definire modelli di gestione standardizzati, centralizzarli e metterli a disposizione degli sviluppatori attraverso un’interfaccia self-service. Il secondo è l’aggiornamento del datawarehouse pubblico per accogliere anche le immagini di container da condividere apertamente.

Il Ceo di Aws, Andy Jassy, durante il keynote speech al Re:invent 2020

IaaS e serverless: reinventare con occhio ai costi

L’informatica serverless è una tendenza ormai generalizzata nel cloud sia pubblico che privato, per consentire agli sviluppatori di “depositare” codici o container sull’infrastruttura, senza preoccuparsi di risorse, server o carichi. A Re:invent 2020, Aws ha comunicato che l’esecuzione delle funzioni Lambda sarà fatturata a millisecondo e non più a blocchi da 100 ms. Questa granularità consentirà di ottimizzare i costi per le imprese che fanno intensamente appello a piccole funzioni ultrarapide.

Ancor più importante è l’annuncio del supporto dei container in Lambda. Ora diventa possibile pacchettizzare e implementare funzioni sotto forma di container, allo scopo di integrare l’approccio serverless nelle catene DevOps basate su container, fluidificando la transizione verso un mondo serverless Function-as-a-Service/Container-as-a-Service più unificato.

Per superare il limite imposto da Apple sulla virtualizzazione del proprio Os, Aws poi ha lanciato degli Apple Mac Mini on-demand, diventando di fatto il primo hyperscaler a proporre istanze Mac in cloud. In questo modo, sarà più semplice per gli sviluppatori testare applicazioni cross-platform.

Il player ha lanciato anche nuovi tipi di istanze Ec2 basate su differenti tipi di processori, dalle M5zn per Intel Xeon alle C6gn per Arm Graviton, fino alle G4ad per Amd Epyc Gen2. A esse si aggiungono anche istanze per storage ultradensi e migliorie per l’object storage S3.

Semplificazioni in vista per Ai e IoT

Con poca sorpresa, intelligenza artificiale e machine learning hanno tenuto banco a Re:invent 2020. SageMaker è stata la grande attrazione, evidenziando la volontà di allargare il potenziale della piattaforma MLaaS (Machine Learning as a Service) di Amazon e farne una delle piattaforme più complete per la data science. Molti i nuovi servizi annunciati, come Feature Store (database referenziale gestito), Clarify (comprensione e predizione di possibili errori), Managed Data Parallelism e Model Parallelism (semplificazione di gestione e scomposizione di grandi insiemi di dati su più nodi.

In parallelo, Aws ha moltiplicato le iniziative per proporre integrazioni pratiche e chiavi in mano del machine learning in scenari di business o settori specifici. Si segnalano Monitron (manutenzione predittiva), Lookout for Equipments (rilevamento di comportamenti anomali su dispositivi o sistemi) e Panorama (appliance per realizzare e memorizzare rapidamente applicazioni basate sul riconoscimento di immagini sull’edge). L’ambizione generale è di passare più rapidamente dall’idea alla concretizzazione in produzione.

Sul fronte Iot, si segnala Greengrass 2.0, aggiornamento del software per l’esecuzione di funzioni Lambda su oggetti connessi, che pubblica open source Edge Runtime e presenta una concezione più modulare, per selezionare più facilmente ciò che si vuole o meno integrare. Un’altra novità riguarda IoT SiteWise Edge, servizio destinato a semplificare la raccolta, organizzazione e analisi dei dati che provengono da vari dispositivi industriali direttamente dai siti produttivi.