La tecnologia 3D Xpoint sviluppata da Intel e Micron ha fatto il debutto ufficiale sulle scene. Annunciata due anni fa e inizialmente prevista per il 2016, la nuova generazione di memorie si è incarnata nelle unità a stato solido della serie Optane e più specificatamente nel modello DC P4800X. La sigla iniziale sta per data center e chiarisce ovviamente subito l’ambito di utilizzo dei questi nuovi drive con connessione Pcie 3.0 x4 Nvme e 375 GB di capacità di archiviazione. Non si tratta certamente di una quantità esagerata, soprattutto se confrontata con le soluzioni già oggi presenti sul mercato (anche se nei prossimi mesi arriveranno versioni da 750 GB e 1,5 TB), ma le unità Ssd di Intel e Micron hanno caratteristiche differenti.

Oltre ovviamente all’utilizzo come supporti di archiviazione ad altissima densità e velocità, grazie all’innovativa tecnologia 3D Xpoint, le unità della serie Optane possono essere configurate anche come estensione della memoria Ram. Pur avendo velocità di accesso ai dati pari a un decimo, le soluzioni di Intel e Micron hanno una densità decisamente maggiore rispetto alla Ram, con un costo inferiore.

Sfruttando un algoritmo proprietario, ribattezzato Memory Drive Technology, è possibile impostare i drive come estensione della memoria principale, creando così un unico pool e dando “l’illusione” a sistema operativo e processori di leggere una o più unità Ssd come parte integrante della Ram. Secondo quanto dichiarato da Intel, un server potrebbe così avere a disposizione fino a 48 TB di memoria teorica, cifre anche triple rispetto alle configurazioni oggi in commercio.

Grazie a una serie di caratteristiche specifiche, tra cui una latenza particolarmente ridotta (sotto i 10 microsecondi, con 500mila Iops in scrittura e 550mila in lettura anche con code di operazioni più corte), i drive della famiglia Optane si presteranno molto bene per l’utilizzo in sistemi di intelligenza artificiale, machine learning, cloud, transazioni finanziarie, analisi medica e più in generale per tutti quei carichi in-memory.

 

Credits: Intel

 

Inoltre, la particolare struttura delle celle di memoria, “impilate” a tre dimensioni, ne limita fortemente l’usura: secondo dati forniti da Intel, gli Ssd possono essere completamente riscritti fino a trenta volte al giorno, contro le dieci riscritture massime delle unità a stato solido tradizionali. Questo perché la tecnologia 3D Xpoint è indirizzabile a livello di singolo byte, invece che di pagina o di blocco, consentendo così operazioni che impattano su un numero minore di celle.

Nel corso dell’anno, come detto, arriveranno anche drive più capienti con form factor Aic e U.2, mentre nel 2018 dovrebbero essere lanciate anche soluzioni Dimm. Il prezzo per gli Optane DC P4800X da 375 GB è di 1.520 dollari, pari a 4,05 dollari per gigabyte. Un prezzo decisamente maggiore rispetto agli Ssd “standard”, ma giustificato dall’innovazione tecnologica.

Memory Drive Technology, compatibile solo con processori Intel Xeon, porta invece con sé un rincaro di 430 dollari ma non richiede alcuna modifica né al software preesistente né ai sistemi operativi in uso.