Oggi, nonostante il divieto imposto da un’ordinanza della contea di Alameda in California, riapre la fabbrica Tesla a Fremont. Ieri il Ceo dell’azienda Elon Musk lo ha annunciato via Twitter, affermando, con la solita “enfasi”, che se si dovesse procedere a un arresto, lui venga considerato come unico colpevole.

Tesla ha fatto causa alla contea di Alameda, sostenendo che la società dovrebbe essere esente dal lockdown perché le restrizioni previste dallo stato della California, secondo le linee guida federali, non riguardano i settori "trasporti" ed "energia", e l’attività dell’azienda rientra in entrambi. Secondo il New York Times, i funzionari sanitari della contea e Tesla erano vicini a un accordo, che prevedeva la riapertura per il 18 maggio. Sembrerebbe, però, che Musk non potesse aspettare così a lungo.

Il Ceo di Tesla è stato tra i personaggi più importanti che si sono espressi contro il lockdown per il Coronavirus. Infatti, in un tweet dello scorso 29 aprile, aveva scritto "Free America Now". Aveva anche ribadito, durante una call con gli investitori, che le autorità stavano "imprigionando forzatamente" le persone nell’intento di bloccare la diffusione del coronavirus, paragonando le misure adottate a quelle del "fascismo".

In risposta alle restrizioni della contea di Alameda, Musk ha dichiarato che sta valutando di trasferire la produzione di Tesla in Texas o in Nevada e che la decisione dipende dal modo in cui l’azienda verrà trattata nelle prossime settimane.