14/11/2024 di Valentina Bernocco

Nella Process Intelligence l’unione fa la forza (e serve un metodo)

Ragionare sui processi, anziché solo sui dati, è la chiave di volta per ottimizzare il funzionamento delle aziende, anche in ottica di collaborazione nella supply chain. La visione di Celonis.

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I processi sono ovunque. E i dati generati dai processi sono ovunque. La Process Intelligence, invece, no. “Siamo ancora all’inizio, almeno in Italia: magari avessimo tutto questo fermento intorno alla Process Intelligence", ha ammesso scherzando Andrea Carboni, country leader di Celonis, multinazionale tedesca che dal process mining e dal process modeling oggi ha fatto un passo ulteriore verso il tema dell’intelligenza derivata dai processi. Come raccontato da Carboni ai giornalisti presenti alla conferenza “Celosphere” recentemente tenutasi a Monaco di Baviera, in Italia oggi Celonis sta facendo soprattutto un’opera di evangelizzazione, come si suol dire, per spiegare che cosa sia la Process Intelligence, i casi d’uso principali e i suoi vantaggi.

Sullo stesso palco un anno prima l’azienda aveva lanciato un’innovazione di prodotto che ha segnato anche un cambiamento di prospettiva: Process Intelligence Graph, una tecnologia che evidenzia la struttura e le interconnessioni tra oggetti, eventi e azioni compiute all’interno di un’azienda o in una supply chain. Questa innovazione ha introdotto una vista “orizzontale”, anziché verticale, perché i “nodi” del grafo si basano su un oggetto anziché su un processo. Come spiegato da Carboni, questo approccio permette di fare Process Intelligence in modo agnostico rispetto ai sistemi sottostanti, per esempio specifici software Erp o Crm.

“Inoltre”, ha spiegato il country leader, si parla una sola lingua in tutta l’azienda, sia a livello IT sia a livello dipartimentale, e questo consente di prendere decisioni più concertate”. Secondo la visione di Celonis, quindi, l’analisi e la modellazione dei processi divengono non solo una fonte di intelligence ma anche un collante, il tessuto connettivo dell’intera azienda. “Ciò che ci distingue è guardare ai dati dal punto di vista dei processi”, ha sottolineato Carboni. “Non basta fare una fotografia dei processi perché il mondo cambia continuamente, le persone adottano practice differenti e i sistemi si adattano”.

Andrea Carboni, country leader di Celonis

Andrea Carboni, country leader di Celonis

“Uno tra i maggiori differenziatori di Celonis è la metodologia, perché senza di essa la tecnologia sarebbe fine a sé stessa”, gli ha fatto eco Massimiliano Matacena, director, value engineer di Celonis. “Nella metodologia c’è anche un governance sui progetti, in cui si tiene traccia dell’obiettivo strategico e di come Celonis stia aiutando a raggiungerlo”. L’approccio è quello della metodologia Lean, basata sull’iterazione, sul cambiamento graduale e sul miglioramento continuo. Per la verifica dei risultati è a disposizione il Transformation Hub, uno strumento che non solo tiene traccia dei cambiamenti introdotti nei processi ma li misura, ne quantifica l’impatto. “Il Transformation Hub è utile per dimostrare il valore realizzato”, ha proseguito Matacena. “Ed è utile per poter poi magari ampliare l’uso di Celonis ad altri ambiti, e a quel punto non si tratta più un progetto ma di un programma di trasformazione”.

Le novità presentate quest’anno a “Celosphere” si focalizzano da un lato sull’intelligenza artificiale e dall’altro sulla condivisione dei dati tra aziende. AgentC è un’offerta che racchiude strumenti di sviluppo, integrazioni tecnologiche e partnership grazie a cui le aziende possono creare (partendo da zero o da soluzioni preconfigurate) agenti di AI alimentati dalla Process Intelligence di Celonis. L’offerta verrà arricchita progressivamente ma al momento sono già presenti integrazioni con Microsoft Copilot Studio, Ibm watsonx Orchestrate, Amazon Bedrock Agents e ambienti di sviluppo open-source come CrewAI. 

L’altra novità è Celonis Networks, una soluzione che estende la Process Intelligence oltre i confini della singola organizzazione. Permette, infatti, a due o più aziende (legate, per esempio, da rapporti di fornitura e clientela in una supply chain) di scambiarsi informazioni riguardanti processi condivisi, e di farlo non in modo statico ma con aggiornamenti in tempo reale. I dati sono crittografati by design e solo i processi condivisi risultano visibili a tutte le parti.

Massimiliano Matacena, director, value engineer di Celonis

Massimiliano Matacena, director, value engineer di Celonis

Tra i primi clienti di questa nuova soluzione ci sono Conrad Electronic, Schukat electronic e TD Synnex, che la utilizzano per ottenere trasparenza nel processo condiviso di gestione degli ordini e degli acquisti. Ciascuna delle tra aziende già disponeva di una tecnologia Edi (Electronic Data Interchange) per lo scambio di documenti come ordini di acquisto e fatture, ma riscontrava continui problemi su prezzi non aggiornati o date di consegna. Oggi, con Celonis Networks, condividono automaticamente 5.000 aggiornamenti riguardanti lo stato di avanzamento degli ordini, la data di consegna prevista, dettagli della spedizione e altro. “Celonis Networks elimina la maggior parte del nostro lavoro manuale con gli ordini Edi, sia che si tratti di un aggiornamento da parte del nostro team, sia che si tratti di rispondere a una richiesta del nostro cliente Conrad Electronic”, ha dichiarato Axel Wieczorek, head of sales di Schukat electronic. “Utilizzando i dati di Celonis Networks, il team di procurement di Conrad Electronic può aggiornare direttamente gli ordini, permettendoci di fornire risposte più rapide”.

“L’idea di Celonis Networks era di consentire ai clienti di condividere una tassonomia, in modo che tutti parlassero lo stesso linguaggio”, ha spiegato Eugenio Cassiano, senior vice president Strategy and Innovation di Celonis. “L’Edi è nato vent’anni fa, ma abbiamo voluto rendere tutto più semplice, con un’esperienza 'one click' per autorizzare la condivisione di un processo”.

Eugenio Cassiano, Svp Strategy and Innovation di Celonis

Eugenio Cassiano, Svp Strategy and Innovation di Celonis

Cassiano ha illustrato alcune caratteristiche della nuova soluzione, che è disponibile sia per le aziende già clienti di Celonis (in quel caso basta autorizzare i processi da condividere) sia per chi non lo è (e può utilizzare un’API per collegarsi a Celonis Networks). In tutti i casi, nessun problema di fughe di dati o segreti industriali: non vengono condivise più informazioni di quelle che le aziende già si scambiano in varie forme e su vari canali, per esempio l’email.

“Un trend che, credo, vedremo sempre di più è la collaborazione tra aziende in materia di dati, cioè non una condivisione di dati proprietari ma per esempio la generalizzazione di come si calcolano i Kpi”, ha detto Cassiano. “Abbiamo costruito le fondamenta delle piattaforma, su cui ora i nostri partner potranno creare. Nel 2025 prevediamo ci saranno molte più applicazioni di prossima generazione eseguite su domini specifici, create dalle aziende. Vedo per l’anno prossimo un’esplosione di applicazioni di questo tipo e nuovi modi per monetizzarle”.

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