La Robotic Process Automation non è scomparsa, ma è diventata parte di qualcosa di ulteriore e più grande. Se anni fa il focus era sull’automazione del singolo task, oggi gli LLM e gli agenti AI entrano nei processi aziendali e li gestiscono anche da capo a coda, “end-to-end” come si suol dire, collegandosi a diverse fonti di dati e interagendo con più applicazioni e strumenti. La storia di Uipath, multinazionale rumeno-americana nata nel 2005, riflette questa evoluzione tecnologica e di mercato innescata dall’intelligenza artificiale.
Oggi l’azienda continua a posizionarsi nel mercato dell’automazione e orchestrazione di processo, ma lo fa con una piattaforma unificata che connette persone, sistemi e agenti AI per garantire la tracciabilità e la governance di ogni azione ed evento. L’ottimizzazione resa possibile dall’intelligenza artificiale abbraccia interi processi e non più singoli task. “Qui risiede la value proposition di Uipath all'interno di un'azienda di con decine o centinaia di applicazioni enterprise”, ha spiegato ai giornalisti Davide Marchetti, vice president Italy della multinazionale. “Uipath si posiziona come layer orizzontale che orchestra le diverse applicazioni, tecnologie e persone che devono essere incluse nel processo”.
“La nostra tecnologia è così estesa e profonda perché siamo partiti dal task, dall’azione più minimale”, ha aggiunto Alexandru Mihailciuc, senior vice president sales engineering di UiPath. “Altri sono partiti dalla cima, da come il processo dovrebbe essere fatto, in un mondo perfetto e senza variabili”. Il passaggio dall’ottimizzazione del task al processo end-to-end è supportato da ciò che Uipath chiama Map of Work: non un prodotto a catalogo, ma un nuovo approccio alla Business Analysis. Una “mappa del lavoro” è sostanzialmente una rappresentazione delle attività, delle regole e dei processi di un’organizzazione. Molte aziende credono di possedere già qualcosa di simile, per esempio diagrammi flusso, una Wiki interna o dei grafici Bpmn (Business Process Model and Notation), ma a differenza di questi strumenti la Map of Work è qualcosa di dinamico, che si aggiorna in base a cambiamenti di policy e di procedure aziendali.
Come si crea e alimenta una Map of Work? Uipath ha uno strumento ad hoc di recente lancio, Cartographer: un agente AI che trasforma in documentazione le informazioni di processo non strutturate, come appunti, trascrizioni, registrazioni, presentazioni, colloqui con il personale, ma anche procedure operative o precedenti automazioni. Una conoscenza operativa per lo più sommersa, che con Cartographer può emergere in una forma strutturata, completa di contesto, leggibile e governata.
“Nelle aziende spesso le persone conoscono il task che loro compete ma non l'intero processo”, ha raccontato Marchetti. “Spesso i clienti ci chiedono: dove potremmo iniziare? Abbiamo introdotto una tecnologia che permette di costruire un agente AI specifico, basato sull'esperienza di Uipath. L’agente dà una descrizione dello stato di fatto dei processi, propone scenari di ottimizzazione e restituisce il design document del servizio che può poi essere implementato”.
Definito da Marchetti come una sorta di “ChatGpt progettato per i processi”, Cartographer può anche essere interrogato dall’utente, può risolvere incongruenze tra le fonti e colmare lacune informative. Al cliente, invece, resta la responsabilità di impostare il livello di automazione, prevedendo un maggiore o minore margine di intervento umano.
Davide Marchetti, vice president Italy di Uipath
Le opportunità del mercato italiano
A proposito di Agentic AI, Marchetti ha dato la propria testimonianza sullo scenario di adozione in Italia, descrivendola come una tecnologia che “è sulla bocca di tutti da un po’ di tempo ma è ancora poco in produzione”. Questa e altre forme di intelligenza artificiale ancora vengono usate dalle aziende soprattutto come supporto per la produttività individuale, senza sfruttarne tutto il potenziale. “Al momento non ho ancora visto processi totalmente demandati agli agenti AI, anche per via di questioni di sicurezza e compliance”, ha testimoniato il vice president.
“Nelle aziende inizia anche a svilupparsi un dibattito tra buy versus build”, ha osservato Mihailciuc, spiegando che la scelta di sviluppare internamente comporta di solito costi molto maggiori e non prevedibili. L’approccio di Uipath prevede, di contro, una progettazione iniziale a quattro mani insieme al cliente e una successiva personalizzazione delle soluzioni, ma vengono anche proposte soluzioni pre-pacchettizzate per settori verticali. “Quando offriamo soluzioni prefabbricate possiamo accelerare il time to value”, ha rimarcato Mihailciuc.
Tra i settori verticali con cui Uipath dialoga maggiormente spiccano servizi finanziari, banche e assicurazioni (da sempre principale target della multinazionale) e il manifatturiero, cioè ambiti caratterizzati da processi molto complessi, nonché da specifici vincoli di compliance. Da un paio d’anni si osserva anche, ha garantito Mihailciuc, un “enorme appetito” per la trasformazione digitale nella Pubblica Amministrazione, anche per merito dell’onda lunga dei fondi del PNRR. Anche telecomunicazioni, automotive, retail, energia e utility sono verticali di particolare interesse per Uipath in Italia.