31/03/2026 di redazione

AI L.A.B for good: l'AI al servizio dell'inclusione, ma non solo

Microsoft amplia l'iniziativa AI L.A.B. con AI L.A.B. for Good: inclusione, accessibilità e AI diventano leve strategiche per il business, in collaborazione con Capgemini ed EY.

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Lanciato ormai quasi tre anni fa, il programma AI L.A.B. (Learn – Adopt – Benefit) di Microsoft ha accompagnato molte imprese e organizzazioni italiane nel passaggio dalla sperimentazione all’implementazione concreta dell’AI generativa, coinvolgendo oltre 500 aziende e 38 partner nello sviluppo di circa 700 progetti.

All’interno di questo ecosistema prende ora forma una nuova evoluzione strategica: AI L.A.B. for Good, iniziativa che amplia il perimetro dell’AI oltre la produttività e l’efficienza, puntando su inclusione, accessibilità e impatto sociale.

L’evoluzione dell’AI: dall’efficienza operativa all’inclusione

L’annuncio, avvenuto durante l’evento AI for Inclusion, non è che la prosecuzione di un percorso che vede Microsoft impegnata da tempo in progetti votati all’inclusione che oggi sfociano naturalmente nell’uso dell’IA vista come un fattore accelerante per l’equità digitale. L’ingresso di Capgemini e EY nel programma rafforza questo orientamento, portando competenze complementari che consentono di tradurre i principi di inclusione in soluzioni concrete per il mercato. L’AI assume un ruolo più ampio rispetto alla tradizionale automazione dei processi: diventa un’infrastruttura abilitante per l’accesso universale alle tecnologie digitali, con impatti diretti su produttività, engagement dei dipendenti e capacità delle organizzazioni di attrarre talenti.

L’iniziativa si inserisce in un modello ormai consolidato per Microsoft, basato sulla collaborazione con partner strategici. L’obiettivo è creare un ecosistema in cui tecnologia, consulenza e implementazione convergano per accelerare l’adozione dell’AI. La sinergia tra piattaforme cloud, strumenti di AI e competenze consulenziali rappresenta il vero moltiplicatore di valore. Le aziende non cercano più solo tecnologia, ma percorsi guidati che permettano di integrare l’AI nei processi core, mantenendo coerenza con obiettivi ESG e compliance normativa.

L’AI L.A.B. for Good si configura quindi come un laboratorio operativo, in cui l’innovazione viene co-progettata e validata direttamente su casi d’uso reali, riducendo il gap tra sperimentazione e produzione.

Il contributo di Capgemini: verso interfacce “invisibili”

Uno degli elementi più innovativi introdotti nel programma riguarda l’approccio di Capgemini all’inclusione, basato sul concetto di Zero UI. In questo modello, le interfacce tradizionali vengono progressivamente sostituite da modalità di interazione naturali, come voce, gesti e sensori, rese possibili dall’intelligenza artificiale. Il risultato è una fruizione più immediata e accessibile delle tecnologie, in particolare per utenti con esigenze specifiche.

Anche dal punto di vista business questo paradigma apre scenari rilevanti: ridurre la complessità d’uso significa ampliare la base utenti e migliorare l’adozione delle soluzioni digitali, con impatti diretti su customer experience e l’apertura di nuovi metodi di fruizione.

Il ruolo di EY: AI come leva di inclusione nel lavoro

Parallelamente, EY porta nel programma un contributo focalizzato sull’utilizzo concreto dell’AI nei contesti lavorativi, con particolare attenzione a Microsoft 365 Copilot. Le evidenze raccolte mostrano come l’AI possa migliorare significativamente l’autonomia e la partecipazione delle persone con disabilità o neurodivergenze, trasformando il modo in cui si lavora quotidianamente. Il caso applicativo sviluppato da EY dimostra che un’adozione mirata e consapevole dell’AI consente di superare barriere operative concrete, creando ambienti di lavoro più inclusivi e produttivi.

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