Il cloud computing continua a crescere, soprattutto nella sue due componenti di infrastruttura e di piattaforma. Che sono, poi, quelle necessarie per sviluppare, addestrare e far funzionare i modelli di intelligenza artificiale e le applicazioni che stanno sopra di essi. La spesa mondiale servizidi cloud infrastrutturale e di piattaforma nell’ultimo trimestre 2025 è cresciuta del 29% anno su anno, movimentando tra inizio ottobre e fine dicembre quasi 111 miliardi di dollari (110,9 miliardi): a dirlo è Omdia (già Canalys), a conferma di numerose evidenze e stime precedenti. Si è trattato del sesto semestre consecutivo in cui il mercato cloud è cresciuto, anno su anno, a tassi superiori al 20%.
Una precisazione doverosa: Omdia parla di "cloud infrastrutturale" considerando in questo perimetro lo IaaS classico su macchine virtuali, i servizi su bare metal, quelli su container e il serverless, ma anche il Platform-as-a-service (PaaS), escludendo quindi solo il Software as-a-Service (SaaS) e i servizi accessori. Per la somma di tutte queste attività, Omdia prevede per il un incremento del 27% sul giro d’affari del 2025.
Il grande motore degli investimenti sono, naturalmente, le Big Tech e le società sviluppatrici di intelligenza artificiale, impegnate ad allargare la propria capacità di calcolo, con particolare focus proprio sull’AI. Siamo in una fase storica di maturazione dei progetti di intelligenza artificiale, almeno secondo numerose società di analisti che già hanno descritto il tramonto della fase di hype e di sperimentazione. Gli sviluppi tecnologici dell’Agentic AI si inseriscono in questo percorso e alimentano, a loro volta, la spesa in IaaS e PaaS da parte delle aziende utenti. Le società technologiche grandi e piccole, nel frattempo, contribuiscono alle spesa acquistando servizi da fornitori neocloud come Nebius, CoreWeave e Lambda Labs.
Mercato IaaS e PaaS nel quarto trimestre 2025, market share a valore (Elaborazione grafica su dati di Omdia)
Il dominio degli hyperscaler
Non stupisce vedere sul podio del mercato cloud il solito terzetto: Amazon, Microsoft e Google, che complessivamente detengono il 66% di market share. Nel quarto trimestre 2025 Aws aveva una quota pari al 32%, con diversi indicatori che suggeriscono una domanda forte, come una crescita di ricavi del 24% anno su anno e un backlog di 244 miliardi di dollari. Per quanto riguarda l’offerta, Amazon Web Service ha lanciato nuovi strumenti per la personalizzazione degli agenti AI e un servizio ( Nova Forge) che permette alle aziende di integrare i propri dati privati nei Large Language Model della serie Nova.
Attraverso Azure, Microsoft si è confermato il secondo fornitore, con una quota mercato del 22% nel trimestre. La società di Redmond ha continuato ad allargare il ventaglio di LLM disponibili in Azure AI Foundry (anche con l’aggiunta di Claude, aprendosi per la prima volta ad Anthropic) e ha introdotto capacità di Agentic AI in Azure Copilot and GitHub Copilot.
Sul terzo gradino del podio c’è Google Cloud, con un più piccolo (ma in forte crescita) market share del 12%. Per quanto riguarda l’offerta, sono da segnalare una serie di aggiunte alla piattaforma Vertex AI, come i modelli Gemini Embedding, Gemini 3.1 Pro e Nano Banana Pro/2 e come un nuovo strumento builder per l’Agentic AI. Ma soprattutto ha fatto notizia l’accordo pluriennale firmato con Apple per la fornitura di tecnologie LLM (quelle di Gemini): saranno utilizzate dalla società di Cupertino per lo sviluppo dei propri Large Language Model, integrati in iOS.