Inviare una comunicazione certificata a un cliente o a una pubblica amministrazione di un altro Paese europeo dovrebbe diventare semplice quanto farlo all’interno dei confini nazionali. O almeno dovrebbe diventarlo nelle intenzioni di Aruba e Asseco Data Systems che hanno annunciato una joint venture per sviluppare un hub europeo per l’interoperabilità dei servizi elettronici di recapito certificato qualificato.
L’iniziativa punta a superare l’attuale situazione che complica digitalizzazione dei rapporti commerciali internazionali: in Italia abbiamo la PEC e altre nazioni (non tante quante si sarebbe portati a pensare) hanno altri sistemi analoghi che, però, non comunicano tra loro. La nuova società punta a collegarli attraverso un’infrastruttura condivisa, aperta ai prestatori qualificati di servizi fiduciari dell’Unione europea e destinata, in prospettiva, a diventare un punto di accesso anche per fornitori extraeuropei.
Per Aruba e la società del gruppo Asseco, specializzata in soluzioni IT e servizi fiduciari, l’annuncio segna il passaggio dalla sperimentazione al mercato. Nel maggio 2025, infatti, i due operatori avevano completato una prova di fattibilità tra la PEC italiana e il sistema polacco e-Doręczenia, dimostrando la possibilità di rendere interoperabili due differenti sistemi nazionali. Ora l’obiettivo è estendere quel modello all’intero mercato europeo.
Un’infrastruttura per gli scambi transfrontalieri
L’hub sarà sviluppato per consentire ai Qualified Trust Service Provider, o QTSP, di scambiare comunicazioni attraverso i Qualified Electronic Registered Delivery Services, indicati con l’acronimo QERDS e il progetto si inserisce nel quadro eIDAS.
Per le aziende si potrebbero semplificare tutta una serie di processi che hanno bisogno di documentare l’identità dei soggetti coinvolti, l’integrità dei dati e i momenti di invio e ricezione. Contratti, documenti e comunicazioni formali sono gli ambiti d’uso più immediati e, per chi opera in più Paesi, l’interoperabilità potrebbe ridurre la necessità di gestire procedure e strumenti differenti a seconda del destinatario.
Ed è proprio su questa continuità d’uso che insiste Andrea Sassetti, amministratore delegato di Aruba PEC: “Nessuno dovrebbe essere costretto a cambiare la propria casella di posta, i software che utilizza o le proprie abitudini”. La complessità del collegamento dovrebbe essere gestita dall’infrastruttura e dai prestatori, rendendo più semplice l’esperienza di imprese, amministrazioni e cittadini.
Prove condivise e contenuti presso i fornitori
Sul piano tecnico, l’hub sarà progettato per supportare standard e soluzioni tecnologiche differenti e gestire le prove di invio e ricezione fra i prestatori. Il contenuto delle comunicazioni rimarrà presso i fornitori del mittente e del destinatario. Questa ripartizione dei ruoli è un elemento centrale dell’architettura annunciata: l’infrastruttura comune dovrà consentire il dialogo tra sistemi diversi, mentre la gestione dei messaggi resterà affidata agli operatori che erogano il servizio agli utenti. Il progetto prevede inoltre l’utilizzo di data center situati in Europa, associando l’interoperabilità al controllo europeo dell’infrastruttura.
Le aziende richiamano il regolamento eIDAS 2.0 come quadro abilitante per la cooperazione fra prestatori qualificati, ma la possibilità normativa di concordare modalità di interoperabilità richiede ancora un gran lavoro tecnico e organizzativo per diventare un servizio effettivamente utilizzabile. Per questo serve questa joint venture. L’apertura ad altri prestatori è una parte essenziale dell’iniziativa. Aruba e Asseco presentano l’hub come un’infrastruttura accessibile agli operatori qualificati dell’Unione, con l’obiettivo di superare la dimensione bilaterale del progetto pilota. “Le porte sono aperte a chiunque voglia contribuire”, sottolinea Sassetti.
Andrzej Dopierała, presidente di Asseco Data Systems, collega la costituzione della nuova società ai risultati della sperimentazione: “Trasformiamo il successo del progetto pilota realizzato insieme in un’iniziativa dedicata”. Il traguardo dichiarato è rendere lo scambio di documenti certificati fra Paesi diversi semplice, sicuro ed economicamente conveniente.