I nuovi brevetti si focalizzano sulle comunicazioni digitali, ma anche sulle batterie, sui semiconduttori e su ambiti prettamente innovativi come l’intelligenza artificiale e il quantum computing: Questo emerge dai nuovi dati dello European Patent Office, riassunti nel report “Epo Technology Dashboard 2025”. Un anno, il 2025, in cui per la prima volta l’ufficio brevetti europeo ha ricevuto più di duecentomila richieste di registrazione, 201.954 per la precisione, numero in crescita dell’1,4% sul 2024, e nonostante la fase di incertezza economica attraversata da Paesi e intere regioni geografiche. I brevetti approvati sono stati 119.756, numero in crescita del 9,3% sul 2024.
L’aggettivo “europeo” identifica la validità geografica del brevetto e non necessariamente la provenienza. In particolare il brevetto unitario, attivo dal 1° giugno 2023, è un titolo di proprietà intellettuale che offre una protezione uniforme in fino a 25 stati membri dell'UE con una singola procedura gestita dall’Epo. Lo scorso anno il 28,7% delle domande si è indirizzato su questo titolo.
Gli
Stati Uniti si confermano il primo Paese di origine dell’innovazione: sebbene le richieste depositate all’Epo nel 2025 siano calate dell’1,6% rispetto all’anno precedente, hanno comunque rappresentato il 23,3% del totale. Seguono, considerando il singolo Paese, la
Cina (10,9% delle richieste totali e un numero in crescita del 9,7% anno su anno), il
Giappone (10,5%, in lieve crescita dell’1%) e la Corea del Sud (una quota del 7,1% e una crescita del 9,5%). Nel complesso, la fetta dei Paesi UE è pari a 42,9%, con in testa la
Germania (12% del totale delle richieste arrivate all’Epo) e a seguire
Svizzera,
Francia e R
egno Unito. Tra le domande di registrazione provenienti dall’Europa, il 26% è stato presentato da singoli inventori o da Pmi (aziende con meno di 250 dipendenti), il 7% da università ed enti pubblici di ricerca.
Una conquista dolceamara
All’Italia interessa soprattutto un fatto: l’ingresso nella top-10 dei Paesi che hanno depositato il maggior numero di richieste. La nostra quota per il 2025 è pari al 2,4%, appena sopra al 2,3% della Svezia. Siamo però entrati in classifica grazie ai saliscendi di altri Paesi, perché il numero di domande presentate da aziende e inventori italiani, 4.767, segna un calo dell’1,8% sul 2024. I brevetti italiani accettati sono stati 1.947.
Nonostante un decremento del 7,9%, la Lombardia si è confermata come prima regione italiana per richieste di brevetto, con 1.352 domande (il 28,4% del totale italiano). Seguono l’Emilia-Romagna, con 1.022 domande (in crescita del 10,8%), e il Veneto con 619 (-4,9%).
Fonte: European Patent Office, "EPO Technology Dashboard 2025", marzo 2026
Trasporti in primo piano in Italia
Molte delle invenzioni si concentrano in quattro aree: informatica (al primo posto, con 17.844 richieste di brevetto depositate), telecomunicazioni (appena al di sotto, 17.802 richieste), energia (16.997) e tecnologie medicali (15.905), e per tutte i numeri sono in crescita. A poca distanza il settore del trasporti, con 9.846 richieste di brevetto, numero che invece segna un calo dell’1,8%. Considerando solo le domande di brevetto italiane, lo scenario cambia: da noi il settore dei trasporti è la prima area tecnologica, e si nota anche una crescita significativa per le macchine utensili e l’ingegneria civile.
Nel campo dei trasporti l’Italia è al quarto posto tra i Paesi europei e al settimo nella classifica globale delle domande di brevetto ricevute dall’Epo. Ci aiuta, certo, il fatto di avere in caso un’azienda come Ferrari, che nel 2025 è stata l’ottava società di automotive più prolifica di invenzioni (nel 2024 era all’undicesimo posto).
Samsung campione di invenzioni
A livello mondiale, la prima azienda in assoluto per domande depositate all’Epo è stata Samsung, le cui richieste di brevetto sono anche cresciute del 4,5% anno su anno. Seguono Huawei (+9.8% di richieste nel 2025), LG (+23.2%) e Qualcomm (-2.5%).
Coesia, Ferrari e Iveco Group si confermano, come negli anni precedenti, le aziende italiane più prolifiche, con rispettivamente 179, 151 e 68 domande depositate all’Epo. Seguono Pirelli, con 43 domande, e a pari merito Chiesi Farmaceutici e Leonardo, a quota 36. Da segnalare anche il nono posto del CNR, che evidenzia l’importante ruolo della ricerca pubblica nel panorama italiano dell'innovazione.