OVH ha appena concluso il suo evento aziendale dedicato ai clienti e partner italiani, dove ha ribadito l’importanza del nostro Paese all’interno della sua strategia commerciale annunciandone addirittura un ruolo di hub chiave per l’espansione europea
L’evento, organizzato per la prima volta con una doppia tappa a Milano e Roma, ha riunito un ampio ecosistema di partner, clienti e stakeholder tecnologici a cui è stato trasmesso il messaggio il cloud non è più solo infrastruttura, ma un asset essenziale per sovranità digitale, resilienza operativa e crescita economica.
Nuove infrastrutture: la leva per la trasformazione digitale
Il fulcro della strategia italiana è rappresentato dagli investimenti infrastrutturali. L’apertura di un nuovo datacenter e l’attivazione della regione Public Cloud 3-AZ a Milano segnano un passaggio cruciale. La Regione 3-AZ, composta da tre datacenter distribuiti entro un raggio di meno di 30 chilometri, introduce un modello di disponibilità e resilienza tipico degli hyperscaler globali, con SLA dichiarati al 99,99%. Questo consente alle organizzazioni di gestire carichi mission-critical con maggiore affidabilità.
La strategia territoriale di OVHcloud si articola su due direttrici complementari. Milano rappresenta il centro economico e tecnologico del Paese, mentre Roma si configura come nodo istituzionale e hub per la pubblica amministrazione e il settore spazio. Questa distribuzione consente di intercettare esigenze diverse, dalla digitalizzazione delle imprese private alla modernizzazione dei servizi pubblici, creando un ecosistema distribuito ma integrato in cui il cloud è un abilitatore trasversale.
Sovranità digitale e contesto geopolitico: un fattore competitivo
Come sta accadendo un po’ ovunque, anche durante l’OVHcloud Summit 2026 è emerso come centrale il tema della sovranità digitale. La sovranità digitale non è più una scelta, ma una condizione necessaria per garantire continuità operativa e resilienza del business, soprattutto in settori critici.
OVHcloud punta su un modello indipendente e integrato, basato sul controllo end-to-end della filiera tecnologica. Dalla progettazione dei server alla gestione dei datacenter e della rete, il controllo diretto della value chain consente di ridurre dipendenze esterne e aumentare l’autonomia operativa.
Accanto alle infrastrutture, il Summit ha posto forte attenzione sulle tecnologie emergenti. L’intelligenza artificiale rappresenta già oggi un driver fondamentale, mentre il quantum computing si profila come la prossima frontiera. L’adozione dell’AI sta accelerando la trasformazione dei modelli di business, imponendo nuove esigenze in termini di capacità computazionale, gestione dei dati e sicurezza, elementi che il cloud deve essere in grado di supportare.
Guardando al futuro, il quantum computing introduce ulteriori complessità. Le organizzazioni devono prepararsi a un’evoluzione tecnologica che potrebbe ridefinire completamente le capacità di elaborazione e i paradigmi di sicurezza, rendendo ancora più strategico il ruolo dei provider cloud.
Ecosistema e partnership: il motore dell’innovazione
Il Summit ha infine dedicato ampio spazio al dialogo con l’ecosistema, coinvolgendo partner come Almaviva, Nutanix e altre realtà innovative con i quali ha evidenziato l’importanza della collaborazione per affrontare le sfide tecnologiche. L’innovazione nel cloud non nasce in modo isolato, ma attraverso la cooperazione tra provider, partner, startup e istituzioni, creando un ambiente favorevole allo sviluppo di nuove soluzioni.
Con oltre 1,6 milioni di clienti a livello globale, OVHcloud rafforza la propria presenza in Italia con un approccio che va oltre la semplice offerta tecnologica. Il cloud viene sempre più percepito come infrastruttura critica per lo sviluppo economico, capace di abilitare innovazione, sostenere la competitività e garantire autonomia digitale, in un contesto globale sempre più complesso.
L’investimento in Italia rappresenta quindi una opportunità importante tanto per l’azienda quanto per il Paese. La combinazione di infrastrutture locali, ecosistema collaborativo e focus su sovranità e AI posiziona l’Italia come uno dei nodi chiave nella trasformazione digitale europea.