Ibm rinnova la gamma dei sistemi di storage FlashSystem con quello che è, a suo dire, l’annuncio più importante degli ultimi sei anni per questa linea di prodotti. I tre modelli FlashSystem 5600, 7600 e 9600 segnano progressi in termini di efficienza, capacità e prestazioni dello storage ma anche in termini di automazione delle attività che spettano agli amministratori di sistema, come i monitoraggi, la gestione, la diagnosi e la risoluzione dei problemi. Ibm si spinge a promettere una riduzione massima del 90% del lavoro manuale necessario per la gestione dell’infrastruttura IT.
Il tutto è merito dei servizi FlashSystem.ai, che permettono operazioni self‑service e utilizzano automazioni basate su intelligenza artificiale, nella fattispecie Agentic AI. Il modello su cui si fondano i servizi è stato addestrato su decine di miliardi di punti dati raccolti attraverso telemetria avanzata e su anni di dati operativi reali: grazie a esso, il software può prendere migliaia di decisioni al giorno senza supervisione umana.
Non si tratta di semplice automazione, sottolinea Ibm, perché il modello apprende nel tempo, adattandosi al comportamento delle applicazioni, e lo fa con rapidità (in poche ore). Può, quindi, non solo automatizzare ma suggerire miglioramenti per ottimizzare il posizionamento dei carichi di lavoro e altre variabili. Il modello, inoltre, può spiegare il ragionamento sottostante alle proprie decisioni e integrare il feedback degli amministratori. Sulle appliance FlashSystem di ultima generazione, l’Agentic AI di Ibm consente anche di dimezzare il tempo necessario per audit e documentazione della conformità.
I tre nuovi FlashSystem, rispetto alla precedente generazione migliorano fino al 40% l’efficienza dell’archiviazione. FlashSystem 5600 è un sistema compatto a singola unità di rack, ideale per ambienti con limitazioni di spazio come sedi periferiche, uffici remoti e piccoli data center. Ibm lo classifica come midrange nonostante il fattore di forma compatto, anche perché si arriva fino a 2,6 milioni di operazioni di input/output al secondo.
Si sale di livello con FlashSystem 7600, rivolto a “organizzazioni che necessitano di alte prestazioni e scalabilità per carichi di lavoro in crescita”, spiega Ibm. In particolare, si presta a supportare attività di virtualizzazione, analytics e applicazioni a bassa latenza. Il sistema è a 2U e arriva a un massimo di 4,3 Iops, con 7,2 PBe di capacità effettiva sulla singola appliance.
Il top di gamma è FlashSystem 9600, progettato per “sistemi mission‑critical che necessitano di prestazioni estreme e scalabilità massiva” e per applicazioni come software Erp, operazioni di core banking e intelligenza artificiale. Il sistema, a 2U, raggiunge fino a 11,8 PBe di capacità effettiva in 2U e fino a 6,3 milioni di Iops.
“La nuova generazione di Ibm FlashSystem eleva lo storage a un livello di intelligence sempre disponibile, in cui agenti AI autonomi ottimizzano costantemente prestazioni, sicurezza e costi senza richiedere l’intervento umano", ha dichiarato Sam Werner, general manager storage di Ibm. "Il portfolio rinnovato segna l’inizio di una nuova era di storage a gestione autonoma, in cui FlashSystem diventa un partner strategico per l’AI, capace di aiutare i responsabili IT a garantire prestazioni sicure e ottimizzate per ogni carico di lavoro".