Conosciamo il cloud computing da più di vent’anni, eppure questa tecnologia (ma meglio sarebbe definirla paradigma tecnologico) è ancora largamente sottosfruttata. A dirlo è un nuovo studio di Ntt Data, “Cloud-led innovation in the era of AI: The new rules for driving value with cloud”, condotto su oltre 2.300 figure C-suite, dirigenti e altre figure senior di aziende appartenenti a diversi settori di 33 Paesi. Appena il 14% delle organizzazioni ha raggiunto il massimo livello di maturità nel cloud e utilizza infrastrutture, piattaforme e software “a servizio” in tutte le loro potenzialità. Solo il 49%, inoltre, è pienamente soddisfatto del contributo apportato dal cloud all'innovazione della propria azienda.
A fare da freno c’è una pesante “eredità del passato”, rappresentata da applicazioni e dati legacy, difficili se non impossibili da sostituire: per metà delle aziende sono un freno alla modernizzazione. C’è inoltre, un fattore economico, connesso all’ambivalente relazione tra cloud e intelligenza artificiale. Da un lato, molti servizi di AI sono fruibili solo in cloud, o comunque quest’ultimo consente di adottarli senza i grandi costi iniziali, le complessità e le tempistiche di una nuova infrastruttura on-premise da allestire. Dall’altro lato, c’è un problema di budget, di coperta corta che da qualche parte lascia scoperto qualcosa.
Le due dinamiche convivono. Tra gli intervistati, il 99% pensa che l'AI stia aumentando la domanda di investimenti nel cloud, ma l'88% crede che gli attuali livelli di investimento nel cloud mettano a rischio le iniziative riguardanti l’AI, le applicazioni cloud-native e la modernizzazione IT. E a proposito di modernizzazione, c’è generale consenso sul fatto che il cloud sia essenziale per questo, ma solo metà dei dirigenti è soddisfatto dei risultati ottenuti finora dalla propria azienda. Si evidenzia, così, un divario tra ambizione e realtà.
E mentre le tecnologie di intelligenza artificiale e la loro adozione accelerano, sul cloud le aziende sono ancora relativamente acerbe. “L’AI sta accelerando più rapidamente della maturità del cloud enterprise”, ha commentato Charlie Li, president global head of cloud and security di Ntt Data. “Il cloud è andato ben oltre l'infrastruttura ed è ora il livello di esecuzione per l'AI. Le organizzazioni che non riescono a far evolvere le proprie fondamenta cloud rischiano di limitare la crescita e il valore dei loro investimenti nell'AI. I nostri clienti che stanno avendo successo considerano il cloud come un creatore di valore, non come un'iniziativa tecnologica”.
Sei regole per trarre valore dal cloud
In questo scenario, Ntt Data propone sei principi da mettere in pratica per trarre valore dal cloud. Punto primo: le strategie relative al cloud e all'AI devono essere sviluppate di pari passo. Spesso, invece, in merito agli investimenti da realizzare nelle aziende c’è un disallineamento tra chi segue l’area IT (Cio e Cto) e chi guida le strategie di intelligenza artificiale.
Secondo punto: per Ntt Data, il successo delle aziende dipenderà dalle scelte relative all'architettura cloud. Al momento, la strada prevalente è quella della macedonia di cloud differenti, pubblici e privati, mescolati all’on-premise e “sovrani”. Per la maggioranza degli intervistati, l’adozione del cloud privato è destinata a crescere, così come le offerte di servizi “sovrani”, che garantiscono prossimità geografica, compliance, particolari tutele normative e controllo sui dati.
In terzo luogo, per Ntt Data bisogna “ripensare il modo in cui viene generato valore di business con le applicazioni moderne”. Ovvero superare quelle applicazioni e piattaforme legacy che ancora frenano metà delle aziende.
Il quarto suggerimento è quello di adottare soluzioni a piattaforma, che permettano di ridurre le complessità e i costi di gestione degli ambienti IT. Come quinto punto, è importante ridefinire gli indicatori di performance chiave (KPI) per la trasformazione cloud, passando da metriche tecniche a metriche di business. La stessa intelligenza artificiale potrebbe aiutare in questo, ma soltanto il 35% delle aziende l’ha utilizzata nel proprio ultimo progetto di migrazione in cloud.
Il sesto e ultimo consiglio è di rendere il cloud un posto sicuro per i dati, le applicazioni e i processi aziendali. Al momento, all’interno degli investimenti nel cloud, la sicurezza è la priorità assoluta, eppure solo il 36% dei dirigenti è pienamente convinto che la propria azienda utilizzi il cloud senza rischi.
I leader del cloud
Il report identifica una porzione di aziende come “evolute nel cloud”, ovvero come più avanzate sia in termini di adozione di questa tecnologia sia di risultati ottenuti. Questi “leader” registrano una crescita dell’utile operativo superiore al 10% anno su anno.
Si tratta, inoltre, di aziende che rispetto alle altre hanno quasi 2,5 volte più probabilità di ottenere una crescita dei ricavi superiore al 10% e oltre il doppio delle probabilità di operare con margini pari o superiori al 15%.