12/01/2026 di redazione

Moody’s: per i data center 3.000 miliardi di dollari in un lustro

Da qui alla fine del decennio, per sostenere l’espansione del settore serviranno grandi investimenti in server, nuove costruzioni e reti elettriche.

L’espansione dei data center nei prossimi anni andrà avanti, ma a caro prezzo. Secondo nuove stime di Moody’s, per sostenere la domanda di servizi di cloud computing e intelligenza artificiale, gli operatori di data center (a vario titolo, dai vendor tecnologici agli intermediari) dovranno investire 3.000 miliardi di dollari in cinque anni, da qui alla fine del 2030. 

Questo capitale sarà necessario per acquistare nuovi server, semiconduttori e apparati di storage e networking, oltre che per costruire nuove infrastrutture, dalle fondamenta ai sistemi di alimentazione, raffreddamento e cablaggio. Ma anche, tema spinoso, per aumentare la capacità energetica in modo da riuscire a sostenere la crescente domanda di servizi di cloud computing in generale e in particolare quelli di intelligenza artificiale. 

Dal punto di vista geografico, l’area più “calda” sarà l’Asia-Pacifico, dove da qui alla fine del 2030 saranno investiti circa 800 miliardi per costruzioni, energia, e servizi correlati.

La previsione di Moody’s collima con quella di JJL e si discosta, invece, da altre recenti analisi, ma le discrepanze dipendono dagli elementi considerati. McKinsey, per esempio, ritiene che su scala mondiale potranno essere spesi ben 7.000 miliardi di dollari da qui al 2027 per i soli data center focalizzati sull’intelligenza artificiale; il calcolo comprende, però, anche i costi legati alla gestione dell’IT e all’acquisto di energia. 

Come evidenziato da Synergy, negli ultimi tre anni la spesa in conto capitale degli operatori hyperscale è salita del 180%, di trimestre in trimestre. Secondo la società di consulenza e servizi finanziari CreditSights, quest’anno i primi cinque hyperscaler supereranno, sommati tra loro, i 602 miliardi di dollari di spesa in conto capitale, valore in crescita del 36% rispetto al 2025. Tre quarti della somma, cioè circa 450 miliardi di dollari, saranno destinati a potenziamenti di infrastruttura legati all’intelligenza artificiale.

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