12/05/2026 di redazione

OpenAI più ricca: trovato l’accordo con Microsoft sul revenue share

Secondo indiscrezioni, l’azienda di Sam Altman continuerà a corrispondere una quota dei propri ricavi non oltre il tetto dei 38 miliardi di dollari.

OpenAI e Microsoft trovano un accordo sulla cifra di 38 miliardi di dollari: sarà questo il tetto massimo oltre il quale l’azienda di San Francisco non dovrà più corrispondere una quota dei propri ricavi all’alleata di Redmond, stando alle ultime indiscrezioni di The Information. E questo si tradurrà, per OpenAI, in un vantaggio economico e di posizionamento sul mercato, in vista dell'attesissima Ipo.

Facciamo un passo indietro per ricordare che negli ultimi mesi i rapporti tra le due società sono cambiati, allentandosi ancora un po’. OpenAI è ora libera di distribuire i propri modelli anche tramite fornitori cloud diversi da Azure, in primis le concorrenti Aws e Google Cloud. Microsoft ha perso l’esclusività in quanto distributore, ma resterà comunque uno dei principali fornitori di infrastruttura cloud di OpenAI almeno fino al 2032. L’azienda di Nadella rimane, inoltre, un azionista di peso, detenendo una quota del 27% di OpenAI. Microsoft conserva anche la licenza sulla proprietà intellettuale di OpenAI, ovvero potrà utilizzarla per i propri software e prodotti fino al 2032, ma anche in questo caso perdendo l’esclusività. 

Per compensare il danno, recentemente OpenAI ha concesso a Microsoft una modifica degli accordi di revenue share che legavano le due parti. Tali accordi non sono più bidirezionali, poiché la società di ChatGpt smetterà di incassare una parte dei ricavi di Microsoft, derivanti dalla vendita di modelli e API tramite Azure; di contro, l’azienda di Redmond continuerà a percepire una quota, circa il 20%, sui ricavi di OpenAI, ma restando al di sotto di un tetto massimo.

Ora su quel tetto massimo, che precedenti indiscrezioni non specificavano, ci sarebbe una cifra, segnalata dal sito The Information: 38 miliardi di dollari. La rinegoziata alleanza consentirebbe a OpenAI un risparmio (o un incremento di ricavi, a seconda di come vogliamo vederlo) di 97 miliardi di dollari da qui al 2030. Senza una soglia limite, infatti, la somma corrisposta da qui al 2030 a Microsoft ammonterebbe, da stime, a circa 135 miliardi di dollari. Si tratta di proiezioni, ma anche con un calcolo a spanne è chiaro che l’impatto finanziario di questa rinegoziazione non sarà proprio irrisorio per l’azienda di Satya Nadella. OpenAI, di contro, continua a preparare il terreno per la quotazione in Borsa, e questa notizia contribuisce a rendere l’azienda più appetibile per gli investitori. 

Qui si inserisce un’altra indiscrezione riportata dal Wall Street Journal, secondo cui OpenAI avrebbe concesso a oltre 600 suoi dipendenti ed ex dipendenti di vendere parte delle proprie azioni, per un valore complessivo di 6,6 miliardi di dollari. Si tratta di una delle prime operazioni di monetizzazione su larga scala legate al boom dell’intelligenza artificiale.

Tornando al nuovo accordo raggiunto con Microsoft, secondo The Information c’è un altro fatto degno di nota, che riguarda una discussa clausola sull’intelligenza artificiale generale. In base precedente accordo siglato nel 2019, Microsoft avrebbe avuto diritti di licenza sulle tecnologie di OpenAI fino al raggiungimento della Artificial General Intelligence, cioè di sistemi di AI che “superano le capacità umane nella maggior parte delle attività con valore economico”, secondo la definizione della casa madre di ChatGpt. Ma il criterio considerato nel contratto sarebbe stato più finanziario che tecnologico, ovvero sarebbe dipeso dal raggiungimento di un certo valore generato (100 miliardi di dollari) per gli investitori di OpenAI. La clausola sull’Agi, in ogni caso, sarebbe stata modificato e allentata nel tempo, fino a decadere definitivamente nella rinegoziazione di questi giorni. 

scopri altri contenuti su

ARTICOLI CORRELATI