03/02/2026 di Valentina Bernocco

SpaceX comprerà xAI, Elon Musk vuole arrivare alle stelle

Il Ceo delle due aziende ha confermato i rumors sull’acquisizione, che aprirebbe la strada alla “space AI”, alimentata a energia solare.

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La mania di grandezza di Elon Musk è ancora una volta soddisfatta: l’acquisizione di xAI da parte di SpaceX potrebbe essere una tra le maggiori operazioni societarie mai realizzate. Il condizionale è d’obbligo perché i termini della transazione, ancora da concretizzarsi, non sono noti. Secondo le indiscrezioni di Reuters, l’accordo valuterebbe xAI intorno a 125 miliardi di dollari e SpaceX intorno a mille o 1.250 miliardi di dollari.

Sull’esistenza di un accordo di acquisizione, invece, la conferma c’è stata ed è giunta dallo stesso Musk, fondatore e Ceo di entrambe le aziende. A suo dire, la combinazione tra SpaceX e xAI permetterà di creare un “il più ambizioso, verticalmente integrato motore di innovazione” attivo nei campi più disparati, dall’intelligenza artificiale alla space economy, dai social media ai servizi satellitari. 

Fondata nel 2002 in un sobborgo di Los Angeles (ma oggi ha il suo quartier generale in Texas), SpaceX è una società di servizi spaziali con un modello di integrazione verticale, ovvero progetta e costruisce internamente motori, capsule, satelliti e altri componenti. Tra i suoi record, quella di aver dimostrato per prima nel 2015 (dopo diversi tentativi falliti) la possibilità di lanciare, riportare a terra e riutilizzare un razzo orbitale, ovvero Falcon 9. SpaceX è anche un partner della Nasa per le attività di trasporto merci verso Iss, la Stazione Spaziale Internazionale, ed è stata scelta anche come partner per il progetto Artemis, che punta a riportare l’essere umano sulla Luna forse già nel 2028. All’azienda fa capo anche Starlink, la costellazione di migliaia di satelliti in orbita bassa per la connettività Internet in aree remote e isolate.

Si occupa, invece, soprattutto di intelligenza artificiale xAI, come da acronimo. L’azienda fondata nel 2023 in California ha permesso a Musk di rientrare nell’arena dei Large Language Model e dei servizi costruiti su di essi, dopo l’allontanamento da OpenAI. Agli ingegneri di xAI si deve lo sviluppo di Grok, il chatbot integrato in X, la ex Twitter, come risposta al “perbenismo” (a detta di Musk) di ChatGPT. Un chabot che comunque è un po’ sfuggito al controllo dei suoi sviluppatori, come dimostrano le recenti controversie su suoi utilizzi per scopi illeciti.

Una AI “spaziale” per il progresso dell’umanità?

“Questo segna non solo il prossimo capitolo, ma il prossimo libro nella missione di SpaceX e xAI: scalare fino a creare un sole senziente per comprendere l’Universo ed estendere la luce della coscienza alle stelle”, ha scritto Musk in merito all’acquisizione, con toni decisamente mistici e alludendo forse, chissà, all'originaria promessa di SpaceX di conquistare Marte.

Ma c’è anche una motivazione più concreta: con l’energia solare raccolta e fornita da SpaceX, i modelli e servizi di intelligenza artificiale di xAI e supercomputer come Colossus 2 potranno crescere a dismisura. Musk lo ha scritto senza mezzi termini: la domanda di elettricità al servizio dell’intelligenza artificiale non può essere soddisfatta con “soluzioni terrestri, nemmeno nel breve termine, senza imporre difficoltà alle comunità e all’ambiente. Nel lungo termine, l’AI basata sullo spazio sarà chiaramente l’unico modo per scalare”.

L’idea è perciò quella di raccogliere energia solare attraverso satelliti fotovoltaici, in modo costante e con costi di operatività e manutenzione relativamente contenuti. Musk lo dice con le usuali iperboli, immaginando di lanciare “una costellazione di milioni di satelliti" che funzionano come data center orbitali e sono “il primo passo per diventare una civiltà di livello Kardashev II, che può raccogliere tutta la potenza del sole e allo stesso tempo supportare applicazioni basate su AI per miliardi di persone e garantire all’umanità un futuro multi-planetario”.

L’energia solare, quindi, ma anche le risorse finanziarie di SpaceX potranno aiutare xAI rafforzarsi nel mercato dell’intelligenza artificiale, sfidando concorrenti come OpenAI e Anthropic. Entrambi hanno le spalle coperte da decine di miliardi di dollari di investimenti, già arrivati o pianificati, da parte di Big Tech come Google (per Antrophic), Amazon, Microsoft e Nvidia (per OpenAI, secondo nuove indiscrezioni). Ultima motivazione, altrettanto valida: preparare il terreno, anche a livello mediatico, per la prossima quotazione in Borsa di SpaceX. Stando alle indiscrezioni, l’offerta pubblica iniziale arriverà nel corso di quest’anno, e con l’aggiunta di xAI la valutazione stimata di SpaceX arriverebbe a circa 1.250 miliardi di dollari.

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