Mentre le vendite di Pc continuano a crescere in tutto il mondo, c’è un segmento di mercato che sta creando nuove opportunità sia per i produttori Oem sia per il canale: quello dell’istruzione, che all’anglosassone si chiama Education. Secondo i dati di Context, i principali distributori IT dell’Europa Occidentale hanno registrato nel secondo trimestre 2021 una crescita del 38% anno su anno nelle vendite di notebook per studenti, destinati sia agli utenti finali sia alle istituzioni scolastiche. Entrambi i target, dopo oltre un anno dal primo lockdown che diede il via alla didattica a distanza, mantengono elevati livelli di domanda.

“La crescita nelle vendite di notebook indirizzati agli studenti è stata inferiore a quella del trimestre precedente, nel quale è stato chiuso un numero significativo di contratti con le istituzioni”, ha commentato Marie-Christine Pygott, analista senior di Context. “Nonostante questo rallentamento della crescita, è stato comunque superiore del 53% il volume venduto ai canali commerciali e del 20% quello venduto ai canali retail e consumer e-tailer”.

Il dato complessivo del +38% racchiude andamenti nazionali molto diversi l’uno dall’altro, dovuti alle differenti tempistiche delle ondate di covid. Un’altra variabile che incide sulle percentuali è rappresentata dalle tempistiche di chiusura dei contratti di fornitura con scuole e università. Rispetto all’aprile-giugno 2020, in Italia nel secondo trimestre di quest’anno i volumi sono in calo dell’8,7%, mentre in Svizzera scendono addirittura del 55,8% e in Polonia del 51%. La crescita è contenuta nel Regno Unito, +3,1% anno su anno ed è esplosiva in altre nazioni, specie in Germania (+126%) e in Spagna (+197%).

Spiega Context che nel Regno Unito (il principale mercato europeo per i computer scolastici) la crescita si limitata al 3% anno su anno perché molta della domanda era già stata soddisfatta: nei trimestri precedenti i distributori avevano già chiuso importanti contratti di fornitura con la scuola pubblica britannica. Anche in Italia, così come in Francia, era già stata osservata in precedente una forte crescita delle vendite di computer per l’Education. Al contrario il secondo e il terzo mercato più importante, cioè Spagna e Germania, sono arrivati più tardi nella corsa agli acquisti e dunque hanno registrato nel secondo trimestre incrementi a tre cifre.

(Fonte: Context)

 

Queste dinamiche sono state smosse in larga parte dalla pandemia e dalle conseguenti esigenze di didattica a distanza, ma non è questo l’unico motore del mercato: già nel 2019 la domanda di computer portatili da dedicare allo studio era in crescita. E lo sarà, probabilmente, anche in futuro. “Il settore”, ha aggiunto Pygott, “continuerà a generare significative opportunità di vendita per gli Oem e per il canale anche nel resto dell’anno, ma probabilmente la crescita sarà più lenta rispetto a quella dei picchi della pandemia”.

Di certo, l’interesse per i prodotti necessari per studiare e seguire le lezioni da casa è in calo rispetto a un anno fa. Un’indagine demografica di Idealo, che nel mese di agosto ha coinvolto oltre 1.500 consumatori italiani (popolazione attiva sul Web, stratificata in base a età, genere, livello di istruzione e regione di residenza), evidenzia un aumento delle ricerche relative a zaini e altri prodotti utili per il “back to school”, mentre calano del 12,7% (rispetto all’agosto 2020) le ricerche dei prezzi dei notebook e del 10% quelle dei Pc all-in-one da scrivania. Il 45,5% degli intervistati comprerà comunque un dispositivo elettronico per fini didattici, sia esso un notebook, un computer desktop, un tablet o una stampante.