Cisco continua a crescere ed è un’azienda in ottima salute nonostante la crisi dei chip, cioè la perdurante penuria di componenti semiconduttori lungo la catena di fornitura del mercato IT. Nel trimestre terminato al 30 ottobre, il primo del nuovo anno fiscale, l’azienda di San Francisco ha ottenuto 12,9 miliardi di dollari di ricavi, crescendo dell’8% anno su anno, e utili per azione Gaap pari a 70 centesimi di dollaro, che rappresentano un incremento del 37% rispetto al periodo di agosto-ottobre 2020 (il valore non-Gaap è cresciuto, invece, dell’8%). 

Numeri buoni, ma che non hanno pienamente soddisfatto le attese degli analisti e che certamente avrebbero potuto essere migliori se non fosse stato per lo squilibrio fra domanda e offerta di semiconduttori che caratterizza il mercato ormai da quasi due anni. “Nel primo trimestre abbiamo avuto una solida crescita e una forte e prolungata domanda, nonostante un contesto di supply chain molto dinamico”, ha commentato il presidente e Ceo, Chuck Robbins, nelle dichiarazioni scritte ufficiali. 

Non soltanto Cisco ha faticato a star dietro alla domanda (gli ordini sono cresciuti del 33% anno su anno, dunque molto più dei ricavi), ma ha dovuto pagare di più per approvvigionarsi di componenti il cui costo nell’ultimo anno e mezzo è cresciuto. Il rialzo ha eroso un po’ i margini di profitto (64,5% il margine lordo del trimestre), rimasti però notevoli per un’azienda che sviluppa e vende hardware.

Cisco è però anche un grande produttore di software, il quarto più grande al mondo. Tutte le linee d’offerta - dai componenti per il networking e per i data center alle soluzioni di sicurezza, fino a Webex - sono infusi di software e dalla vendita di sottoscrizioni software (subscriptionware). A tal proposito, oltre alla brillante crescita degli ordini, è da segnalare il proseguimento della trasformazione del modello di business di Cisco:  nel trimestre i ricavi ricorrenti annualizzati hanno raggiunto quota 21,6 miliardi di dollari, segnando una crescita del 10% anno su anno.

Nel trimestre concluso è stata completata l’acquisizione di Epsagon, azienda specializzata in soluzioni di tracciamento per applicazioni serverless e container. Inoltre Cisco ha annunciato l'intenzione di acquisire Replex, società tedesca la cui tecnologia permette di amministrare gli ambienti cloud-nativi. Per il secondo trimestre Cisco si aspetta ricavi in crescita anno su anno in percentuale compresa tra 4,5% e 6,5%.