“Non ci crederai mai, guarda cosa sta succedendo ora”. “Incredibile: leggi cosa ha detto questo personaggio famoso”. Chi naviga sul Web e frequenta l’affollato mondo dei social network è abituato a vedere post e contenuti corredati da questi titoli sensazionalistici. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta poi di notizie molto meno importanti di quello che vorrebbero farci credere i loro creatori. È il fenomeno del clickbaiting, con cui i gestori dei siti Web cercano di ingolosire gli utenti soltanto per aumentare le visite alle proprie pagine. Una bacheca planetaria come quella di Facebook ne è ovviamente infetta sin dalle origini. Ora, per cercare di risolvere una volta per tutte la situazione, gli sviluppatori del social network blu hanno apportato nuove modifiche all’algoritmo di visualizzazione dei post nei News Feed in modo da declassare i “contenuti fuffa”.

La notizia è stata data in modo ufficiale dall’azienda con un blog post scritto da Alex Peysakhovich, research scientist e Kristin Hendrix, user experience researcher. Non è la prima volta che Facebook modifica il proprio algoritmo, centrale per garantire un’esperienza utente la più personalizzata possibile (e non solo), per provare a porre un freno al fenomeno del clickbaiting. Un primo tentativo era già stato fatto nel 2014, calcolando quanto tempo effettivamente le persone si “allontanavano” dal social network per leggere il contenuto di un post.

Se l’utente tornava in pochi secondi sul News Feed, allora si trattava con tutta probabilità di un fake. Per rinforzare ulteriormente il sistema, ora Facebook ha catalogato come clickabit decine di migliaia di titoli più o meno standard, che potrebbero rientrare nella categoria dei post fasulli. Per procedere alla creazione dell’elenco, gli sviluppatori hanno considerato due fattori: se il titolo contiene effettivamente informazioni utili a capire il contenuto dell’articolo e se lo stesso titolo è esagerato artatamente per creare aspettative fuorvianti per l’utente.

Come sottolineato dagli autori del blog post, il sistema è molto simile a quello dei filtri antispam, che bloccano in automatico i messaggi di posta contenenti una o più parole chiave considerate a rischio. Se certi utenti o Pagine pubblicheranno continuamente articoli classificati come clickbait, la loro visualizzazione nella scala gerarchica del News Feed scalerà verso il basso in automatico.

 

 

Trattandosi di algoritmi e di sistemi di apprendimento automatico, sarà comunque sempre possibile guadagnare di nuovo le posizioni perse semplicemente interrompendo le campagne di clickbaiting. Gli sviluppatori non hanno però specificato se le modifiche riguardano al momento soltanto i post scritti in inglese o se l’algoritmo di Facebook è già stato “istruito” anche per analizzare contenuti pubblicati in altre lingue.