Quello che conta è il “qui e ora”, anche su Google. La logica del tempo reale si espande anche al motore di ricerca di Big G e a Maps, servizi che d'ora in poi presenteranno i risultati di risposta alle query sulla base del luogo in cui l'utente si trova in un dato momento. E non più, come accadeva fino a ieri, sulla base della nazione e della lingua impostate di default, dunque del dominio nazionale di riferimento. Ad annunciarlo è stata la stessa azienda di Mountain View, spiegando che questo cambiamento servirà a uniformare la logica usata dal motore di ricerca e dalle mappe a quella già valida per YouTube, Gmail, Blogger, Google Earth e altre piattaforme.

 

A detta dell'azienda, attualmente un quinto delle query eseguite su Google sono legate alla collocazione geografica dell'utente, motivo per cui è essenziale fornire risultati rilevanti su base “locale”. Peraltro non si può dire che l'ottimizzazione dell'esperienza d'uso sulla base della geografia sia stata finora trascurata: semplicemente, poggiava su un metodo un po' rigido quale quello dei domini di primo livello nazionali, come per esempio google.it. Per evitare questa attribuzione e trovare risultati rilevati per una diversa area geografica, era comunque possibile digitare nel browser un altro dominio Google

 

Con l'aggiornamento odierno, invece, l'app mobile di Google per iOS e le versioni desktop di Search e Maps non si baseranno più sul criterio del dominio nazionale, bensì sulla location rilevata dal telefono La novità farà comodo soprattutto a chi viaggia: “Se vivete in Australia”, esemplifica la product manager Evelyn Kao, “riceverete in automatico il servizio nazionale per l'Australia. Ma se vi spostate in Nuova Zelanda, i risultati passeranno automaticamente al servizio nazionale per la Nuova Zelanda. Una volta rientrati in Australia, senza interruzioni ritornerete al servizio nazionale per l'Australia”.

 

All'utente non è richiesto, dunque, di compiere alcuna azione aggiuntiva. Se però la selezione automatica della location non dovesse funzionare bene, è comunque possibile scegliere manualmente la nazione di riferimento dal menu delle impostazioni del browser.

 

 

 

E se a qualcuno sembrasse di sentirsi un po' troppo osservato o “pedinato” da Google, si pensi che ormai il tracciamento degli spostamenti fisici dell'utente è previsto da moltissimi strumenti e servizi integrati in un qualsiasi smartphone, dal Gps, al WiFi, alle celle telefoniche. L'aggiornamento di questi giorni non cambia nulla in tal senso. Il tema della privacy è comunque sempre caldo, come dimostrano recenti battibecchi tra Facebook e il conduttore radiofonico PJ Vogt, che ha accusato il social network di spiare le conversazioni degli utenti attraverso il microfono dei telefoni. In tema di geolocalizzazione, una novità fresca è l'aggiunta di una funzione di location sharing in tempo reale all'interno di Whatsapp.