I principali produttori di chip hanno richiesto una speciale licenza al governo degli Usa, che consentirà loro di continuare a essere fornitori di Huawei. Questa settimana infatti, e più esattamente dal 15 settembre, sono entrate in vigore sanzioni più severe: non solo non può più fare affari con aziende americane, ma il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha ampliato ulteriormente le restrizioni, imponendo alle società non statunitensi di smettere di vendere al colosso cinese i componenti (per esempio chip), che hanno sviluppato o prodotto utilizzando tecnologie o software americani.

Alcune delle aziende direttamente coinvolte, quali le americane Qualcomm e Micron Technology, le sud coreane Samsung e SK Hynix, la taiwanese Macronix International e la società cinese, che produce chip, Semiconductor Manufacturing International Corporation (Smic) hanno presentato le richieste di deroga alle nuove regole. Alla fine di agosto anche MediaTek, con sede a Taiwan, aveva richiesto l'autorizzazione per continuare a fornire chip a Huawei.

Il rafforzamento delle sanzioni, annunciato ad agosto, obbliga le aziende a chiedere una licenza speciale per effettuare una transazione con Huawei, o un'affiliata, che coinvolga qualsiasi apparecchiatura realizzata utilizzando la tecnologia statunitense. All'inizio di quest'anno gli Stati Uniti avevano anche bloccato una sorta di “scappatoia”, che aveva consentito al produttore cinese di acquistare chip, basati su tecnologia americana, tramite terze parti. Ecco perché le aziende sopra citate hanno richiesto una deroga, ma sembrerebbe che al momento nessuna abbia avuto una risposta, tantomeno un segnale positivo.

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