Quella degli smart glasses non è una scommessa facile da vincere, come la tormentata vicenda dei Google Glass dimostra, ma Intel pare intenzionata a provarci. Secondo le indiscrezioni di Bloomberg, il numero uno mondiale dei chip (argomento che ultimamente ha causato più gioie che dolori per via delle vulnerabilità Meltdown e Spectre) sarebbe sul punto di esternalizzare le attività di ricerca e sviluppo sulla realtà aumentata, spostandole su una società esterna.

Tale società, a detta delle anonime fonti “informate sui fatti”, nei calcoli di Intel avrebbe un valore di circa 350 milioni di dollari e per essa il chipmaker sarebbe attualmente alla ricerca di investitori. La attuale divisione impegnata su progetti di realtà aumentata sarebbe comunque già al lavoro su un particolare dispositivo: degli smart glassess in grado di connettersi agli smartphone via Bluetooth e dotati di proiettore laser. Sulle lenti possono essere visualizzate informazioni contestuali a ciò che l'utente inquadra nel proprio campo visivo.

Se così fosse, si tratterebbe per Intel del primo progetto completo, hardware e software, nel campo dei dispositivi di realtà aumentata. Finora la società ha tastato il terreno collaborando con Daqri alla creazione di un visore di realtà aumentata di tipo professionale, mentre l'ambizione di realizzare un sistema di realtà virtuale era stata abbandonata qualche mese fa. D'altra parte le competenze e le risorse non mancano a Intel, che grazie all'acquisizione di Recon nel 2015 ha potuto inserire nel proprio organico ingegneri e informatici esperti di realtà aumentata.

Ci sono anche alcuni ex dipendenti di Recon nella divisione che, secondo le indiscrezioni, sarà messa in vendita. Attualmente vi lavorano circa 200 persone, dislocate tra Stati Uniti, Israele e Svizzera. Le indiscrezioni riferiscono che gli smart glasses in fase di sviluppo saranno materialmente prodotti dalla taiwanese Quanta Computer e che, noti oggi con il nome in codice “Superlite”, saranno forse venduti con il marchio Vaunt, che corrisponderà anche al nome della futura società.

Oltre a Google, a Epson e ad altre aziende produttici di occhiali smart diretti all'utilizzo professionale (in magazzini, sale operatorie, cantieri, impianti industriali e altro ancora), l'avventura della realtà aumentata intriga aziende come Apple e Amazon, stando a recenti indiscrezioni. Secondo le stime di Goldman Sachs, nel 2025 il giro d'affari dei dispositivi di realtà virtuale e aumentata arriverà a valere 110 miliardi di dollari, mentre la vendita di software smuoverà 72 miliardi.