Potrebbe essere definita la “vendetta” dell’ex. John McAfee, uno dei pionieri dell’informatica e fondatore dell’omonima azienda di sicurezza, ha deciso di fare causa a Intel per poter sfruttare il proprio brand in un’altra impresa. Nel 2010 il colosso dei chip decise di rilevare la McAfee sborsando 7,7 miliardi di dollari. Nel 2014 ribattezzò la divisione Intel Security. L’azione legale intentata dall’eccentrico tycoon scozzese e depositata presso una corte di Manhattan arriva tra l’altro in un momento particolare per l’azienda guidata da Brian Krzanich. A giugno sono infatti circolate indiscrezioni su una possibile vendita di Intel Security: il gruppo di Santa Clara avrebbe chiesto aiuto alle banche per cercare eventuali acquirenti, probabilmente tra i fondi di private equity. Al momento il nome su cui si scommette è quello di Tpg.

McAfee ha però deciso di mettere i bastoni tra le ruote a Intel. Nel documento depositato presso il tribunale newyorchese viene ricostruita la storia dell’accordo e dei rapporti tra le due società. Il produttore di chip avrebbe infatti vietato all’imprenditore anglosassone di utilizzare lo stesso nome per qualsiasi altro tipo di business. John McAfee vorrebbe sfruttare il brand per rilanciare la Mgt Capital Investments, società di gaming online di cui è Ceo e presidente dallo scorso maggio. L’obiettivo è cambiare il nome in John McAfee Global Technologies Inc.

Secondo i legali di Intel la McAfee sarebbe ormai un marchio registrato, di esclusiva proprietà del gruppo di Santa Clara, e qualsiasi altro utilizzo sarebbe improprio. Visione ovviamente contestata dal programmatore scozzese. Nel documento si legge che “in nessun punto dell’accordo McAfee diede i diritti sul proprio nome […] o accettò di limitare l’eventualità di fare nuovo business utilizzando lo stesso nome”.

McAfee ha fatto notizia anche nei mesi scorsi per aver sostenuto di essere in grado di leggere i messaggi crittografati di Whatsapp, grazie a una falla di Android scoperta dal suo team: “meriti” mai confermati. Inoltre, nel 2015 l’imprenditore settantenne fece scalpore in seguito all’annuncio di volersi candidare alla Casa Bianca come esponente del Partito Libertario. D’altronde, non ci si potrebbe attendere altro da una persona che nel 2008 dovette fuggire dal Belize perché accusata (forse ingiustamente) di omicidio.