Gli smart speaker sono utili per rendere più tecnologica la vita domestica, fra ascolto musicale, servizi di informazione e connettività, e lo stesso si può dire per gli accessori come Google Chromecast. E invece Google Home Max, il modello di lusso della società di Mountain View, è incappato in un piccolo problema di “compatibilità” con i router e le reti WiFi: come segnalato da alcuni utenti sul forum di supporto del prodotto, il dispositivo sembra causare interruzioni nel funzionamento della rete. Il problema si innesca quando si avvia lo streaming musicale, che è peraltro una della attività di elezione dell'Home Max, un altoparlante che giustifica il suo prezzo (399 dollari) proprio per le caratteristiche audio di pregio. È concepito, anzi, per poter sostituire in toto l'impianto stereo.

 

Ogni qualvolta tentavo di trasmettere in streaming da una radio o da Spotify, il WiFi cadeva e doveva essere riavviato”, scrive un utente. Da alcune prove eseguite da proprietari dello smart speaker, pare di capire che il problema sia legato alla frequenza 5 GHz e all'abbinamento dell'Home Max con due particolari modello di router, l'Archer C7 e l'Archer C1200 di Tp-Link. A detta di quest'ultima azienda, la causa risiederebbe nel modo in cui lo smart speaker gestisce il multicast Domain Name System (mDNS), inviando pacchetti di dati a eccessiva velocità e, conseguentemente, intasando il router. Altre segnalazioni, comparse poi su Reddit, hanno denunciato analoghi esiti di interruzione del WiFi con router di altri marchi, come Linksys e Synology. E non solo: anche alcuni dispositivi Chromecast (i dongle che permettono di trasmettere in streaming dal telefono cellulare verso un televisore) sembrano causare simili crash del WiFi.

 

Per i possessori del router Archer C1200 di Tp-Link, la buona notizia è il rilascio di un aggiornamento del firmware che dovrebbe risolvere la questione. Nessun polverone da sollevare, quindi. Ma la notizia, pur circoscritta, diventa abbastanza rilevante se si pensa all'ondata di smart speaker e oggetti affini sfornati negli ultimi mesi da Amazon (l'apripista, con Echo), da Apple, da numerosi specialisti dell'audio video e dalla stessa Google, mentre aziende come Samsung si preparano a entrare in questo mercato. Non solo l'offerta si sta allargando, ma gli oggetti intelligenti da salotto – dotati di funzioni di assistenza vocale, collegamento allo smartphone e riproduzione musicale – saranno una delle tendenze tecnologiche più forti del 2018 secondo gli analisti di Canalys. Non è pensabile che tecnologie voluttuarie come queste possano interferire con quella che è ormai considerata una “commodity” in qualsiasi ambiente domestico e lavorativo, ovvero la connessione a Internet.