Se la telefonia in cloud è stato il punto di partenza dello sviluppo di Nfon, ormai è chiaro che l’evoluzione del mercato e, soprattutto, dello scenario di utilizzo degli strumenti di comunicazione da parte delle aziende, spinge ad allargare lo spettro dell’offerta. La direzione è quella dell’Ucc (Unified communication & collaboration) ed è qui che si colloca l’operazione che la multinazionale tedesca ha appena portato a termine in Italia con Meetecho, acquisendone il 24,9% del capitale societario.

Quest’ultima è una realtà napoletana (nata da uno spin-off dell’Università Federico II) con oltre dieci anni di attività alle spalle e una specializzazione molto radicata sulla tecnologia WebRtc (Web Real-Time Communication). Questa è nata per consentire ad applicazioni e siti Web di acquisire ed eventualmente trasmettere in streaming media audio e/o video, nonché scambiare dati tra browser senza passare per un intermediario. L'insieme di standard messi a punto consente la condivisione dei dati e la videoconferenza peer-to-peer, senza richiedere all'utente di installare plug-in o altri software di terze parti.

Meetecho ha personalizzato questa tecnologia, creando Janus WebRtc Server, strumento per la comunicazione multimediale in tempo reale: “Si tratta di un’evoluzione naturale del nostro servizio di cloud Pbx”, conferma Marco Pasculli, vicepresidente International Revenue Operations di Nfon. “Abbiamo già integrato nella nostra soluzione Cloudya un servizio integrato per la videocomunicazione punto-punto ed entro l’anno faremo altrettanto per il file sharing. Ora però abbiamo acquisito una partecipazione in un’azienda leader del settore, con clienti anche internazionali di primo piano e una forte comunità di sviluppatori”.

Marco Pasculli, vice presidene International Revenue Operations di Nfon

La mossa prende spunto dal repentino mutamento di scenario imposto dalla pandemia nell’ultimo anno e mezzo, che ha portato a una vera e propria esplosione della videocomunicazione: “Molti big player hanno alzato l’asticella e ne è riprova il fatto che Microsoft con Teams propone di fatto anche la telefonia su Web e altri arriveranno anche in Italia”, commenta Pasculli. “Noi puntiamo a una soluzione di collaborazione integrata completa, che vada oltre gli strumenti oggi così diffusi per la videocomunicazione remota. Lo ha già capito una realtà come MaxiZoo, retailer specializzato nel cibo e negli accessori per animali, che ci ha scelti per tenere in contatto non solo utenti in smart working, ma anche magazzini, negozi o stabilimenti, partendo da diversi client, come Teams, Pbx, Dect e altro. Noi facciamo in modo che sia il client telefonico a integrarsi nella videocollaborazione e con altri processi aziendali, in una transizione verso un sistema virtuale resa più stringente dall’evoluzione recente delle modalità di lavoro”.

Volutamente. Nfon ha scelto di acquisire una quota di minoranza di Meetecho, tendendo a preservarne così l’autonomia strategica e il valore della community di partner e sviluppatori: “Avremo certamente accesso al loro parco clienti e ne nasceranno opportunità commerciali”, prevede Pasculli, “ma importante sarà anche l’interscambio di competenze, utili per il nostro disegno di espansione verso l’Ucc e anche il Crm, per fare in modo che i collaboratori di ogni azienda possano accedere in tempo reale a strumenti per collaborare con colleghi e clienti in modo dinamico ed efficace, senza specifici vincoli contrattuali e senza obbligo di comprare da noi la connettività, come invece fanno gli operatori delle Tlc o i carrier reseller”.