All’OpenWorld 2019, l’evento di Oracle in corso a San Francisco, i temi caldi del momento ci sono tutti: il cloud ibrido (tema in realtà non certo nuovo, ma sempre attuale), l’intelligenza artificiale, la blockchain, i chatbot. Dopo il sistema operativo Autonomous Linux e gli altri annunci della prima giornata, la convention è proseguita con la presentazione di altre novità nell’ambito della virtualizzazione e del Software-as-a-Service. Una riguarda Vmware: grazie a un nuovo accordo fra quest’azienda e Oracle, diventa possibile eseguire i software di Vmware Cloud Foundation sull’infrastruttura Oracle Cloud. L’azienda di Redwood entra, così, nel programma Vmware Cloud Provider Program.

 

Per i clienti, questo significa poter facilmente spostare i carichi di lavoro di VMware vSphere sull'infrastruttura cloud Oracle Generation 2. L’accordo prevede anche che Oracle (per la prima volta) fornisca supporto tecnico per i propri software in esecuzione su risorse virtualizzate con Vmware, sia ospitati in data center interni alle aziende sia inseriti in ambienti cloud certificati Oracle. 

 

 

 

Gli altri annunci della seconda giornata interessano la suite di servizi SaaS di Oracle. Si tratta di nuove funzionalità di machine learning inserite nella soluzione per le risorse umane (Hcm Cloud) e di altre relative all’ambito Erp ed Epm (Enterprise Performance Management), per esempio il riconoscimento intelligente dei documenti e la pianificazione predittiva. Ci sono, poi, novità sul chatbot Oracle Digital Assistant, che è stato esteso a tutti i prodotti di Oracle CX Cloud e che può ora essere integrato nella piattaforma di collaboration Microsoft Teams. La soluzione per la gestione della supply chain, Scm Cloud, si amplia invece con nuove funzionalità di collaborazione, integrazione e assistente digitale.