09/03/2026 di redazione

Oracle e OpenAI fanno un passo indietro sul data center texano

Il progetto di espansione nel campus di Abilene si interrompe per mancato accordo con il costruttore. I gigawatt si dovranno reperire altrove.

Un passo indietro: il nuovo data center di Oracle e OpenAI in Texas non si farà. Il progetto era stato annunciato in pompa magna da Donald Trump lo scorso anno, come tassello dell’iniziativa Stargate, la joint-venture che unisce OpenAI, Oracle e SoftBank. L’ambizioso progetto, del valore di 500 miliardi di dollari, punta ad aggiungere 10 gigawatt di potenza alla “macchina” statunitense dell’intelligenza artificiale e del cloud computing. 

Nell’ambito di Stargate, OpenAI e Oracle avevano siglato un accordo per realizzare in Texas un nuovo data center da 600 megawatt, in gran parte alimentato a energia eolica. Avrebbe dovuto sorgere all’interno dell’esistente campus da 1,2 gigawatt di Abilene, località perfetta poiché molto ventosa.

Avrebbe dovuto, ma non succederà. Come riportato da Bloomberg e da altre testate, persone informate sui fatti hanno riferito che Oracle e OpenAI hanno abbandonato il progetto, principalmente per divergenze su aspetti finanziari con Crusoe, società di costruzione di data center, la stessa che ha realizzato l’esistente infrastruttura di Abilene.

A detta delle fonti ufficiose e delle dichiarazioni ufficiali arrivate dopo, OpenAI e Oracle non avrebbero abbandonato l’idea di ricavare 4,5 gigawatt aggiuntivi di capacità data center, così da poter sostenere la domanda di servizi di intelligenza artificiale. L’incremento di capacità sarà “spalmato”  su altri data center dello stesso campus e su infrastrutture localizzate in altre aree del Texas, in New Mexico, Wisconsin e Michigan.

In un post su X, il responsabile della divisione compute infrastructure di OpenAI, Sachin Katti, ha scritto che l’azienda ha considerato l'opzione di Abilene ma “alla fine ha scelto di inserire quella capacità aggiuntiva in altre località”. Il dirigente ha sottolineato che OpenAI ha “più di una mezza dozzina” di cantieri aperti in diversi Stati, tra cui uno condiviso con Oracle in Wisconsin, dove “la prima trave d’acciaio è stata tirata su questa settimana”.

Secondo indiscrezioni riportate da Reuters, ad Abilene sono presenti otto edifici che diventeranno data center della Oracle Cloud Infrastructure, due dei quali già operativi.  Oracle, da parte propria, ci ha tenuto a far sapere che “Crusoe resta un partner forte e affidabile. Siamo molto orgogliosi della nostra collaborazione e dei nostri progressi per portare capacità online ad Abilene a rapido passo, per soddisfare le necessità dei nostri clienti”. Secondo indiscrezioni di Bloomberg, dopo il mancato accordo con Oracle e OpenAI, ora Crusoe potrebbe trovare una nuova intesa con Meta, che diventerebbe quindi il nuovo “inquilino” del campus di Abilene. L’azienda di Mark Zuckerberg non ha, tuttavia, confermato.

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Il controverso rapporto con il Pentagono

Oggi OpenAI è in prima pagina anche per un’altra notizia, cioè le dimissioni di Caitlin Kalinowski dal ruolo di responsabile hardware della divisione robotica. La brillante ingegneria meccanica (che ha in curriculum i lavori svolti per Apple e Meta e decine di brevetti di tecnologie hardware registrati) ha scelto di abbandonare dopo il nuovo accordo tra OpenAI e il Dipartimento della Difesa statunitense, accordo in base al quale i modelli di intelligenza artificiale della startup saranno sviluppati all’interno della rete cloud del Pentagono. 

Fino a ieri il governo si affidava a Claude, la tecnologia di Anthropic, diventando però insofferente ai limiti di utilizzo  – limiti fondamentali, di natura etica e di sicurezza – che l’azienda dei fratelli Amodei chiedeva di rispettare. Un braccio di ferro in cui Anthropic ribadiva il veto di utilizzare i suoi LLM per creare armi autonome e per attività di sorveglianza di massa, mentre il Pentagono rivendicava il diritto di usare Claude per i propri scopi, nel rispetto della legge statunitense. Scaduto l’ultimatum concesso ad Anthropic per cambiare idea, il governo ha rescisso il contratto di fornitura per poi firmare subito dopo un accordo con OpenAI. Caitlin Kalinowski, occupandosi di physical AI e quindi di tecnologie al servizio di robotica e droni, ha preso le distanze dalla vicenda con le proprie dimissioni.

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