Il mezzo di trasporto era sì un oggetto volante, ma di dimensioni decisamente maggiori rispetto a quanto ci si aspettasse. Amazon ha svelato ufficialmente il piano Prime Air, con cui intende effettuare consegne ancora più veloci via aria, ma a differenza dei tanto attesi droni (incappati nelle maglie del regolatorio), il colosso di Seattle si è al momento dovuto “accontentare” di 11 Boeing 767-300 da 86 tonnellate. L’azienda ha mostrato il primo esemplare di velivolo, ribattezzato Amazon One fregiato sulla fusoliera del logo Prime Air, durante il Seafair Air Show, spettacolo di esibizioni aeree che si svolge ogni anno a Seattle. L’aeromobile, come specificato in un comunicato stampa, è stato fornito dal provider di cargo Atlas Air. Ma l’obiettivo di Amazon è estendere la flotta a ben quaranta aeroplani, grazie anche alla partnership con Atsg di cui avevamo scritto a marzo.

“Creare una rete di trasporto aereo potenzierà la nostra capacità di assicurare ai membri Prime spedizioni ancora più veloci nei prossimi anni”, ha spiegato Dave Clark, senior vice president delle operation globali di Amazon. In attesa di sbloccare le consegne tramite droni, il colosso dell’e-commerce si sta ingegnando per dipendere sempre meno dai corrieri terzi, gestendo il processo di logistica il più internamente possibile.

 

 

Ecco perché a gennaio la filiale cinese della società ha ottenuto dalla U.S. Federal Maritime Commission il permesso per effettuare consegne via cargo verso gli Stati Uniti, semplificando così anche la collaborazione con i partner commerciali del Paese del Dragone. Inoltre, da fine 2015 stanno circolando negli Stati Uniti degli autoarticolati targati Amazon (con quattromila semirimorchi) che fanno la spola tra i vari magazzini aziendali per snellire le operazioni di inventario.