Nella videosorveglianza potenziata dall'intelligenza artificiale, la Cina vuol essere il numero uno mondiale. Ma il Giappone, patria di Softbank, vuol metterci becco e soldi, per guadagnare a sua volta: investirà l'equivalente di poco meno di un miliardo di dollari in SenseTime Group, azienda cinese specializzata in tecnologie di riconoscimento facciale e dintorni, comunemente descritta come la più ricca startup dell'intelligenza artificiale al mondo: è valutata 3 miliardi di dollari. Nata quattro anni fa, da allora ha raccolto attraverso diversi round oltre1,2 miliardi di dollari di finanziamenti, riscuotendo interesse (e soldi) anche da colossi come Alibaba.

Al suo bottino si aggiunge ora l'apporto di Softbank Vision Fund, società creata nel 2016 e gestita da una sussidiaria di Softbank Group con sede in Regno Unito. Lo ha svelato Bloomberg, citando “persone informate sui fatti”. Il “Fund”, come lo chiamano gli amici, raccoglie investimenti sia dalle altre aziende del gruppo sia da partner vari, fra cui personaggi che definire danarosi è poco, come il principe ereditario (anche Primo Vice Primo ministro e ministro della Difesa dell'Arabia Saudita) Mohammed Bin Salman.

Non sarà un problema, con finanziatori di questo calibro, reperire i 45 miliardi di dollari che il Softbank Vision Fund progetta di spendere tra il 2016 e il 2021. Con quasi 100 miliardi di dollari di capitale, anzi, si tratta della più grande società di investimenti in campo tecnologico al mondo.

Per quanto riguarda il miliardo di dollari dal destinare a SenseTime, le due parti in causa “stanno finalizzando i termini dell'accordo, i cui dettagli potebbero ancora cambiare”, ha fatto sapere la fonte di Bloomberg. Dettagli a parte, si tratta di un colossale investimento verso un tipo di tecnologia interessante e inquietante allo stesso tempo, una tecnologia con la quale la Cina si sta avvicinando sempre più a scenari da Grande Fratello. La videosorveglianza abbinata ai software di analisi delle immagini in Cina è letteralmente esplosa, con 176 milioni di telecamere di sorveglianza già attive, cui se ne aggiungeranno ben altri 450 milioni entro il 2020.

 

 

 

Un ulteriore passo verso scenari di videosorveglianza di massa sarà rappresentato da "Viper", piattaforma (al momento nota con questo nome in codice) che SenseTime sta sviluppando insieme a partner tecnologici del calibro di Qualcomm e Nvidia. Una volta messa a punto, potrà analizzare fino a centomila flussi di dati in contemporanea, identificando emozioni, identità, comportamenti sospetti, movimenti e quant'altro dalle immagini trasmesse da videocamere poste davanti a sportelli Atm, incroci stradali, luoghi pubblici e privati.