Intel fa progressi nel campo dell’High Performance Computing e porta avanti una propria visione di convergenza fra le attività di supercalcolo tradizionali e quelle di intelligenza artificiale. Alla conferenza “Supercomputing 2019”, in corso a Denver, la società californiana ha presentato con il nome in codice Ponte Vecchio una nuova Gpu general-purpose ottimizzata per il supercalcolo e l’accelerazione AI, basata sull’architettura Xe (X elevato a E). Sebbene il nome faccia pensare alle bellezze architettoniche di Firenze, si tratta di tutt’altro: è la prima Gpu di Intel di livello exascale, ovvero capace di eseguire almeno un exaFLOPS (un miliardo di miliardi) di calcoli al secondo. Per Ponte Vecchio bisognerà aspettare, visto che la produzione delle nuova Gpu comincerà fra circa un anno. E questo sarà solo un tassello una strategia incentrata sul calcolo exaFLOPS che troverà compimento nel 2021. 

 

 

 

Un approccio basato sul software
A Denver l’azienda ha poi annunciato il lancio di oneAPI, un modello di programmazione unificato e scalabile che permette di vantaggio da diverse architetture di computing Cpu, Gpu, processori di machine learning e circuiti riprogrammabili Fpga) nell’ottica di una crescente convergenza tra supercalcolo e intelligenza artificiale. Come sottolineato da Raja Koduri, senior vice president, chief architect e general manager della divisione Architecture, graphics and software di Intel, “I carichi di lavoro di Hpc e di AI richiedono architetture differenti, che spaziano dalle Cpu, dalle Gpu general-purpose agli Fpga, fino agli Nnp”. 

 

Intel si muove in tutti questi ambiti hardware: solo pochi giorni fa, in un’altra occasione, erano stati presentati nuovi chip di rete neurale (Nnp), dedicati a compiti di deep learning. Tornando a oneAPI, Koduri ha sottolineato che “Aiutare i nostri clienti a poter sfruttare la potenza di diversi ambienti di calcolo è cruciale, e Intel si impegna ad adottare un approccio software-first, che offra un’astrazione unificata e scalabile per architetture eterogenee”. In un primo momento oneAPI è stato reso disponibile in versione beta.

 

 

 

Le promesse di Aurora Supercomputer
Sono stati svelati, poi, ulteriori dettagli su Aurora Supercomputer, un sistema di calcolo ad alte prestazioni che aiuterà i ricercatori dell’Argonne National Laboratory, storico centro di ricerca nazionale statunitense, a risolvere diverse sfide scientifiche. L’integrazione di analytics, modellazione 3D e intelligenza artificiale permetterà, per esempio, di allenare complessi algoritmi di intelligenza artificiale, di sviluppare nuove possibilità di cura per i tumori, di trovare nuovi metodi di controllo della fusione nucleare, di simulare nuovi sistemi aerospaziali e di fare scoperte astronomiche su galassie lontane.

 

Aurora racchiuderà due processori Intel Xeon Scalable a 10 nanometri (nome in codice “Sapphire Rapids”) e sei Gpu Ponte Vecchio, e sarà in grado di supportare fino a 10 petabyte di memoria e oltre 230 petabyte di storage.