Il Voice-over-5G è una tecnologia ancora relativamente poco usata, ma che conoscerà una formidabile crescita nei prossimi anni. Secondo le stime di Juniper Research, i servizi voce veicolati su offerte 5G  passeranno dai 290 milioni di utenti attuali a una popolarità estesa a 2,5 miliardi di persone nel 2026. Ovvero cresceranno del 780%, sull’onda di un’accelerata diffusione di infrastrutture e servizi 5G veicolati dagli operatori telco di tutto il mondo. Sappiamo bene che finora il 5G è stato soprattutto promosso come tecnologia rivoluzionaria per le applicazioni a intenso scambio di dati e che richiedono bassa latenza, come quelle di gaming, videochiamate, streaming video. 

 

Il Voice-over-5G potrebbe essere altrettanto rivoluzionario nel campo dei servizi voce, consentendo di portare, attraverso Api (Application Programming Interface), nuove possibilità nelle offerte degli operatori di telecomunicazione. Per esempio, le chiamate vocali interattive, nelle quali è possibile scambiare file o condividere lo schermo in tempo reale. Si potrebbe, cioè, fare quello che oggi facciamo usando Microsoft Teams, Zoom o altre applicazioni di Ucc, ma senza dover installare sul telefono alcuna app e senza (nel caso delle aziende) doversi abbonare a questo genere di servizi. Inoltre il Voice-over-5G può consentire di aggiungere alle reti telco capacità di intelligenza artificiale o di instradamento automatico delle chiamate.

 

L’attuale tecnologia voce del 4G, il VoLTE (Voice-over-LTE), non garantisce la velocità necessaria per supportare le chiamate interattive oppure funzioni di intelligenza artificiale integrate nei servizi voce degli operatori. Per questi ultimi, dunque, il 5G rappresenta una sostanziale opportunità di crescita, attraverso l’offerta di servizi che garantiscono un immediato ritorno sugli investimenti.

 

Juniper Research consiglia alle telco di far leva su questa tecnologia per creare nuove offerte di servizi che dovrebbero ricalcare le attuali soluzioni di messaggistica e Ucc di terze parti. Inoltre dovrebbero essere proposti alle aziende in quanto possibilità di risparmio, che evita al cliente di doversi abbonare a piattaforme Ucc. E per le telco non c’è da perdere tempo: secondo le previsioni di Juniper, senza strategie di contrattacco vedranno calare del 16% in quattro anni il giro d’affari legato ai servizi voce, proprio a causa della migrazione di utenti e aziende verso le app.