25/02/2026 di Valentina Bernocco

HP parte con il piede giusto ma per i computer sarà un anno difficile

Nel primo trimestre dell’esercizio fiscale le vendite di Pc sono cresciute del 12% (anno su anno). Ma l’azienda mette le mani avanti sulle difficoltà dei prossimi mesi.

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Si prospettano di nuovo tempi difficili per i personal computer, o almeno per quelli di HP. Dopo un 2025 più che discreto, in cui le vendite a volume sono salite di oltre il 9% sul 2024, secondo i dati di Omdia, e poco meno secondo Idc, per il 2026 Gartner aveva previsto una ulteriore crescita di poco sotto al 10%. A fare da traino alle vendite ci saranno l’inizio di un nuovo ciclo di sostituzione dei dispositivi comprati durante i lockdown, la necessità di abbandonare i modelli obsoleti (che non supportano Windows 11, per cui il prossimo ottobre scadrà anche la finestra di tempo del supporto esteso) e l’attrattiva degli “AI Pc”, nativamente progettati per l’intelligenza artificiale.

Forse, però, il 2026 sarà per i computer meno entusiasmante del previsto. Segnali che inducono un certo pessimismo, o almeno cautela, si sono già visti negli ultimi mesi, in particolare il boom dei costi delle memorie che si innesca un rialzo di prezzi per gli Oem e poi fino al consumatore. Ora HP fa trillare un nuovo campanello d’allarme: la volatilità dei prezzi delle memorie si prolungherà per tutto l’anno e anche in parte del 2027, ha detto l'azienda a margine dell’ultima sua trimestrale. 

Si prevedono, quindi, contraccolpi sulle vendite di Pc, dopo un buon primo trimestre del nuovo anno fiscale, iniziato a novembre. L’azienda, da poco orfana di Enrique Lores e momentaneamente guidata da Bruce Broussard, ha ottenuto in tre mesi 14,4 miliardi di dollari di ricavi netti, dato in crescita del 6,9% (5,2% a valuta costante) anno su anno, mentre l’utile per azione non-Gaap è salito del 9,5%. In termini di unità, le vendite di Pc sono cresciute del 12% anno su anno, con il +14% dei prodotti consumer e il +11% di quelli destinati alle aziende.

Bruce Broussard, Ceo ad interim di HP

Bruce Broussard, Ceo ad interim di HP

Broussard l’ha definito come un “solido primo trimestre, accentuato dalla forte crescita dei Personal Systems, con il persistente slancio degli AI Pc. Le nostre performance riflettono la forza del nostro portfolio e un’esecuzione disciplinata della nostra strategia Future of Work, nonostante i venti contrari che caratterizzano l’intero mercato”. La strategia a cui Broussard fa riferimento il Ceo ad interimn anche un piano di licenziamenti che interesserà un numero compreso tra 4.000 e 6.000 collaboratori di HP. “Continuiamo a credere nella nostra strategia”, ha proseguito, “e restiamo focalizzati sul creare un valore sostenibile e di lungo termine per i nostri clienti e azionisti”.

Ma tra le righe della dichiarazione di Broussard c’è anche la consapevolezza dei mesi difficili all’orizzonte. “Con alle spalle soltanto un trimestre, in un contesto dinamico segnato dai crescenti costi delle memorie, confermiamo il nostro outlook per l’anno ma prevediamo che i risultati saranno vicini alla parte bassa della forbice”. Per l’anno fiscale 2026 l’utile rettificato dovrebbe attestarsi tra 2,9 e 3,2 dollari per azione, a questo punto avvicinandosi al numero più basso. Intanto HP è saldamente al secondo posto in termini di market share a volume, con una quota del 21,3% (dati preliminari di Gartner sul 2025), piuttosto distante dal 27,2% di Lenovo ma anche dal terzo classificato Dell, che ha il 15%.

 

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