Ibm ha annunciato la sesta generazione della sua X-Architecture, su cui si basano molti server delle famiglie System x e PureSystem. La società conferma così il suo impegno nello sviluppo di sistemi x86, che in questa nuova generazione si presentano con un notevole incremento di prestazioni e di resilienza. I modelli di server supportati dalla nuova architettura comprendono al momento il sistema a quattro socket System x3850 X6, il sistema a otto socket System x3950 X6 e i nodi di calcolo scalabili Ibm Flex System x880 da due a otto socket.
Il nuovo server Ibm System x3850 X6 con quattro socket
Ibm ha anche presentato il
server di storage System x3650 M4 Bd, specificamente realizzato per la gestione dei Big Data, e
nuove soluzioni per analytics, database e ambienti cloud. Tra questi ci sono la System x Solution per Db2 con Blu Acceleration, la System x Solution per Sap Hana e la System x Solution per VMware vCloud Suite per funzionalità di Infrastructure-as-a-Service. Infine, la società ha annunciato la disponibilità dei nuovi sistemi di storage completamente basati su tecnologia flash battezzati Ibm FlashSystem 840.
Alla presentazione dei nuovi sistemi X6 Ibm ha sottolineato come grande attenzione sia stata posta alla protezione dell’investimento. “Abbiamo una roadmap tecnologica pensata per proteggere i nostri clienti e i loro investimenti accompagnandoli nella crescita del business,” ha detto
Alessandro De Bartolo, manager System x e PureSytems di Ibm Italia. “Questa nuova offerta X6 va a inserirsi in un ecosistema industry standard, ma l'architettura è stata interamente realizzata da Ibm. Abbiamo smesso di comprare l'architettura dal produttore unico Intel e l'abbiamo sviluppata in casa mantenendone la compatibilità e utilizzandone i processori. L'approccio con cui sono progettati questi sistemi è estremamente modulare, tanto che prevediamo di poter ‘assorbire’ fino a tre generazioni future di prodotti Cpu. Internamente definiamo questo approccio, già utilizzato per esempio nei mainframe, ‘book’. Grazie ai ‘book’ siamo in grado di isolare alcune parti dei sistemi per permetterne un aggiornamento modulare. Lo facevamo già con le memorie e con i dischi e oggi lo possiamo fare anche con le Cpu”.
Per le applicazioni che richiedono grande capacità di memoria, l’architettura X6 fornisce una
memoria scalabile triplicata rispetto agli attuali sistemi. In opzione è possibile dotare i nuovi server di Memory Channel Storage eXFlash integrato. Basata su Dimm, questa soluzione di storage offre fino a 12,8 terabyte di spazio con una latenza di scrittura estremamente contenuta. E parlando di storage, va sottolineato che il System x3650 M4 Bd, dedicato alla gestione dei Big Data, è un server rack a due socket che supporta fino a 14 drive, fornendo fino a 56 terabyte di storage ad alta densità.
Passando allo storage puro, l’Ibm
FlashSystem 840 è il frutto finale dell’acquisizione di Texas Memory Systems (Tms) avvenuta ad agosto 2012. Il nuovo sistema, il primo interamente sviluppato da Ibm, è in grado di erogare prestazioni doppie (fino a 1,1 di Miops) rispetto al precedente FlashSystem 820 e offre uno spazio di archiviazione che può arrivare fino a 48 terabyte in un modulo 2U.
Alessandro De Bartolo, Manager System x e PureSytems di Ibm Italia
Ibm ha anche annunciato la
FlashSystem Enterprise Performance Solution, che abbina i vantaggi prestazionali del FlashSystem 840 alle funzionalità della tecnologia Ibm System Storage SAN Volume Controller (Svc). Si va dall’ottimizzazione automatica della capacità, grazie a compressione dei dati in tempo reale, thin-provisioning, organizzazione dello storage su livelli e virtualizzazione delle risorse, alla continuità operativa e protezione dati offerte dalle modalità di replica (FlashCopy) integrate con le applicazioni e i vari ambienti operativi.
Un capitolo a parte riguarda l’adozione di infrastrutture standard aperte come OpenStack e la direzione, ormai obbligata, verso soluzioni definite dal software. In questo ambito, Ibm rafforza il suo portafoglio con l’introduzione del
Platform Resource Scheduler per clienti di Ibm SmartCloud private e ibride. Integrato con OpenStack, questo tool dinamico di gestione delle risorse fornisce una serie completa di funzionalità e di azioni programmate intelligenti, basate sulle politiche aziendali, che assegnano automaticamente le risorse più adatte a ciascun compito, bilanciando la domanda di carico di lavoro con l’offerta di infrastruttura e assicurando la conformità agli accordi sui livelli di servizio.
“Lo storage è allineato alla nostra strategia ‘software defined’, che diventerà sempre più un fattore di diversificazione rispetto alla concorrenza,” sostiene
Paolo Sangalli, director Systems & Technology Group (Stg) di Ibm Italia. “La filosofia ‘software defined’ e OpenStack permettono apertura, integrazione, scalabilità e stabilità. OpenStack sta al cloud computing come Linux sta ai sistemi operativi. Noi dobbiamo puntare su questa apertura”.
Paolo Sangalli, Director Systems & Technology Group (Stg) di Ibm Italia
Poi Sangalli si concede una riflessione su come il mercato abbia reagito nel 2013 alle nuove proposte di Ibm. “Il mercato della Pmi, nonostante l'andamento generale dell'IT e della situazione economica globale, ci ha dato diverse soddisfazioni. Tutti i nostri prodotti sono andati oltre le aspettative: almeno duecento clienti hanno optato per la tecnologia Pure, e questo per noi ha significato una crescita a due cifre. Buoni risultati sono arrivati anche dalla Pubblica Amministrazione, dove abbiamo referenze come la Asl di Novara, mentre il mercato bancario si è dimostrato un po’ più in difficoltà. Parlando di prodotti, in segmenti come quello dei PureSystem abbiamo mantenuto alla grande la leadership di mercato, mentre l'altra area che il mercato ha dimostrato di seguire con interesse è quella dello storage, dove abbiamo raggiunto ottimi risultati”.
Fondamentale per il raggiungimento di questi obiettivi è stato il
canale distributivo. “Abbiamo approcciato le Pmi al 95 per cento attraverso il canale, e quest’anno arriveremo al 99 per cento,” dice Sangalli. “Crescere in un momento di mercato come questo è qualcosa di unico, e lo dobbiamo al nostro canale. Sono orgoglioso di dire che l'Italia ha anticipato, attraverso un programma di co-selling, ciò che in Ibm verrà adottato a livello mondiale”.
Ognuno dei “book” X6 contiene un processore e 24 Dimm
Per sostenere adeguatamente il canale e i clienti in un momento di grande difficoltà, Ibm ha messo a disposizione del credito. “In attesa di decisioni governative, il successo che abbiamo registrato è stato ottenuto anche grazie alla nostra struttura di financing, dove abbiamo fatto crescere del 40 per cento i finanziamenti erogati”, conferma Sangalli. “Ed è di oggi l'annuncio di una estensione anche per il primo trimestre su tutti i brand Stg di questa campagna di finanziamento o locazione”.
Per l’acquisizione delle soluzioni dell’architettura X6, le aziende in possesso dei requisiti di credito possono sfruttare diverse possibilità. Tra le offerte disponibili ci sono anche un finanziamento a 12 mesi a tasso zero (Taeg 0%), erogabile attraverso Ibm Italia Servizi Finanziari, e possibili dilazioni di pagamento per 90 giorni per l’acquisizione delle tecnologie Ibm PureSystem, Sde (ambienti definito dal software) e storage.