Quando la passione sportiva incontra l’elettronica e il software, il risultato è di potersi allenare (o semplicemente divertire) con maggiore sicurezza. E un’idea apparentemente semplice si concretizza con una soluzione una ingegnosa, che mette insieme sensori, algoritmi predittivi, sistemi pneumatici e tessuti tecnici avanzati. Così, da una duplice passione per il ciclismo e per la tecnologia, è nato l’airbag “digitale” di Ragaz, startup lombarda fondata da Francesco Enrico Ragazzini.
L’idea è apparentemente semplice perché mutuata dai sistemi airbag che proteggono gli automobilisti, ma declinata su uno sport che espone al rischio la colonna vertebrale in un modo ben diverso. L’airbag di Ragaz protegge infatti la schiena, integrandosi con la maglietta indossata dal ciclista: non a caso, il sistema è stato sviluppato in collaborazione con Castelli, storico marchio di abbigliamento per gli amanti delle due ruote. Il lavoro a quattro mani ha permesso di perfezionare un oggetto del peso di soli 200 grammi che non compromette comfort, aerodinamica e libertà di movimento durante la pedalata di un agonista. Il risultato è un capo tecnico che si indossa come una normale maglia da ciclismo, che offre comfort termico e ventilazione e che può essere lavato normalmente, una volta rimosso il dispositivo di Ragaz.
“L'idea che guida il progetto”, spiega la startup, “è semplice ma ambiziosa: trasformare il concetto di protezione da barriera passiva a sistema dinamico capace di intervenire nel momento in cui il rischio si manifesta. Una tecnologia progettata per essere quasi invisibile durante la pedalata, ma pronta ad agire quando serve davvero. L'obiettivo finale di Ragaz è permettere a ogni ciclista di affrontare allenamenti, gare e uscite su strada con la massima libertà possibile, aumentando al tempo stesso le probabilità di tornare a casa in sicurezza dopo ogni pedalata”.
Per certi versi si tratta a tutti gli effetti di un airbag, cioè di un oggetto che si gonfia all’istante per frapporsi tra la persona e la superficie d’impatto, in questo caso non solo per attenuare il colpo ma per limitare le sollecitazioni di compressione, flessione e torsione sulla colonna vertebrale. Ma c’è di più: mettendo insieme tecnologie, dati e algoritmi software sviluppati dagli ingegneri di Ragaz è stato creato un sistema capace di prevedere le cadute e di attivarsi nell’attimo che precede l’impatto. Quello che a prima vista parrebbe un uovo di Colombo, una trovata geniale ma anche semplice, si rivela una tecnologia raffinata e che ha richiesto un bel lavoro di sviluppo e test.
Francesco Enrico Ragazzini, fondatore di Ragaz
Il cuore del sistema è una scheda elettronica dotata di unità di misura inerziale (Inertial Measurement Unit), accelerometri e giroscopi che monitorano continuamente i movimenti del ciclista. I dati raccolti vengono elaborati in tempo reale da un algoritmo che riconosce i segnali di perdita di controllo, distinguendoli dalle normali oscillazioni della guida e da altri movimenti non degni di nota. Quando il sistema identifica una dinamica compatibile con una caduta imminente, attiva istantaneamente un meccanismo di gonfiaggio che dispiega l’airbag in pochi millisecondi con la detonazione di una carica pirica.
A bordo è anche presente un componente che fa da “scatola nera”, ovvero raccoglie e memorizza informazioni utili alla ricostruzione della dinamica di una caduta o dei dettagli dell’impatto. Per sviluppare e perfezionare il sistema di predizione sono stati eseguiti numerosi test con apparecchiature specializzate per lo studio delle dinamiche di caduta nel ciclismo. I risultati dei test hanno permesso di creare un ampio database di eventi e di individuare adeguati parametri e soglie per l’attivazione affidabile e tempestiva dell’airbag. Il prodotto sarà disponibile commercialmente nei prossimi mesi, con l’idea di poterlo poi estendere anche ad altri ambiti sportivi, come l’equitazione.