09/10/2023 di Redazione

Microsoft porta la GenAI alle piccole e medie imprese italiane

L’AI L.A.B. è un nuovo programma che coinvolgerà università e partner del canale Ict. Obiettivo: aiutare le aziende clienti a definire i casi d’uso dell’intelligenza artificiale.

immagine.jpg

Portare l’intelligenza artificiale nelle piccole e medie imprese italiane, anche quelle che oggi ancora non sanno quali utilizzi e vantaggi poterne trarre: questa la missione di Microsoft, portata avanti con lanci di prodotto e nuove iniziative. Per quanto riguarda le novità tecnologiche, dopo alcuni mesi di sperimentazione su clienti selezionati, a fine settembre è cominciato il rollout del Copilot su Windows 11: l’assistente conversazionale di AI generativa può essere usato per reperire informazioni, creare contenuti testuali o visivi, ottenere consigli e supporto nell’analisi dei dati, e altro ancora. Gradualmente il Copilot verrà esteso a Bing Edge, Microsoft 365 e applicazioni come Paint, Photos, Clipchamp e altre.

Ma la visione di Microsoft sull’AI non si limita alle funzionalità “pronte all’uso”, come dimostra l’apertura dell’AI L.A.B.: uno spazio fisico, ubicato a Milano, ma anche di un luogo virtuale accessibile a clienti e partner di Microsoft. “L.A.B. in questo caso non sta per laboratorio bensì per Learn, Adopt & Benefit, perché l’intelligenza artificiale non si trova più solo in una fase di sperimentazione”, ha sottolineato Matteo Mille, chief operating officer di MIcrosoft Italia. “In questo campo”, ha detto il chief operating officer, “pensiamo di essere i numeri uno perché deteniamo 22mila brevetti registrati in ambito AI, e non solo perché abbiamo investito 10 miliardi di dollari in OpenAI. Inoltre abbiamo mille collaboratori impegnati in attività di ricerca sull’AI”.

Il nuovo “laboratorio”, che solo laboratorio non è, lavorerà su due fronti: la formazione, con il coinvolgimento di associazioni e università, e il supporto alle aziende nella definizione dei casi d’uso, con l’intermediazione dei partner del canale Ict. I primi partner ad aderire al programma sono Accenture, Agic Group, Almawave, Altitudo, Avanade, Avvale, Capgemini, Engineering, EY, Hevolus, Jakala,  Mesa, Porini/Dgs, Pwc, Reply, Prometeia e Trueblue. 

 

 

Matteo Mille, Coo di Microsoft Italia


Nel corso della presentazione dell’iniziativa, Mille ha ricordato che per Microsoft si è apertamente interessata all’AI da ormai quasi dieci anni: era il 2014 quando l’azienda identificava i propri principi di sviluppo e utilizzo.  Ma già negli anni Ottanta l’attuale Ceo, Satya Nadella, in un articolo parlava dell’importanza di adottare principi di etica e responsabilità nell’intelligenza artificiale. “Oggi stiamo lavorando non da soli, ma con partner come OpenAI e Meta, che fungono da abilitatori per portare l’AI sul mercato”, ha proseguito Mille. “Attualmente gli investimenti di Microsoft in ricerca e sviluppo oggi sono giustamente sbilanciati sull’AI perché è un ambito che, crediamo, rivoluzionerà il mercato”.


In occasione dell’annuncio dell’AI L.A.B., l’amministratore delegato per l’Italia, Vincenzo Esposito, ha sottolineato che i costi richiesti alle aziende per sperimentare con l’intelligenza artificiale, poiché è Microsoft a occuparsi della parte di “heavy lifting”, ovvero sviluppo tecnologico, allenamento dei modelli, infrastruttura necessaria per erogazione del servizio. Lo scoglio da superare è, piuttosto, la definizione dei casi d’uso e dunque dei processi aziendali da trasformare attraverso l’AI.


Abbiamo capito di dover accompagnare i piccoli e medi clienti nel viaggio dell’AI”, ha detto Esposito. “Per questo abbiamo definito la metodologia e sviluppato una serie di casi d’uso che possono fruttare valore piuttosto rapidamente. Un aspetto interessante dell’AI generativa, infatti, è che da essa si può estrarre valore rapidamente”. 
 

 

Vincenzo Esposito, Ceo di Microsoft Italia

 

 

scopri altri contenuti su

ARTICOLI CORRELATI