29/10/2026 di Redazione

ServiceNow +21% nel terzo trimestre e alza a 1,7 mld l'obiettivo AI

Ricavi trimestrali superiori a 4,1 miliardi di dollari e contratti futuri per quasi 30 miliardi. L'intelligenza artificiale accelera la crescita commerciale, mentre ServiceNow rafforza il proprio ruolo nella governance degli agenti AI con nuovi accordi con OpenAI, Google Cloud e un'alleanza di partner tecnologici.

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ServiceNow ha chiuso il terzo trimestre 2026 con ricavi complessivi di 4,106 miliardi di dollari, in crescita del 20,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, superando le previsioni aziendali sulle principali metriche di crescita e redditività. I ricavi da abbonamenti, che rappresentano la componente dominante del business, hanno raggiunto 3,988 miliardi di dollari, con un incremento del 21% su base annua, pari al 20,5% a cambi costanti.

La società ha registrato anche una crescita sostenuta del portafoglio contratti. Le Current Remaining Performance Obligations (cRPO), cioè i ricavi contrattualizzati che saranno riconosciuti nei dodici mesi successivi, sono salite a 13,65 miliardi di dollari, in aumento del 20,5%. Le Remaining Performance Obligations (RPO) complessive hanno invece raggiunto 29,7 miliardi, con una crescita del 22%. Sono indicatori che segnalano non soltanto la tenuta della domanda, ma anche una buona visibilità sui ricavi futuri.

Il trimestre ha beneficiato anche della crescita dei grandi contratti enterprise: 19 accordi hanno generato ciascuno un ACV (Annual Contract Value) incrementale superiore a 5 milioni di dollari, un numero più che raddoppiato rispetto al terzo trimestre del 2025. Il tasso di rinnovo dei contratti è rimasto al 98%, a conferma della stabilità della base clienti.

L'intelligenza artificiale diventa un motore della crescita commerciale

La componente più dinamica dei risultati arriva dall'intelligenza artificiale. Il nuovo Annual Contract Value associato alle soluzioni AI è aumentato del 65% rispetto all'anno precedente, portando ServiceNow a rivedere ancora una volta al rialzo gli obiettivi commerciali per questa parte del business, puntando ora a raggiungere 1,7 miliardi di dollari di ACV legato all'AI entro la fine del 2026, rispetto all'obiettivo di un miliardo indicato all'inizio dell'anno. L'incremento del target del 70% in meno di dodici mesi riflette una domanda che, secondo ServiceNow, continua a superare le aspettative.

La crescita è particolarmente evidente nella Super Intelligence Control Tower, la piattaforma con cui ServiceNow intende offrire alle imprese un sistema centralizzato per monitorare, orchestrare e governare gli agenti AI. Il nuovo ACV di questa soluzione è aumentato di oltre sei volte rispetto all'anno precedente, mentre il numero di accordi AI di valore superiore a un milione di dollari è cresciuto di 4,5 volte.

Un altro indicatore significativo riguarda l'utilizzo effettivo delle tecnologie. Il consumo di agentic AI negli ambienti di produzione, misurato dall'inizio dell'anno, è cresciuto di oltre tredici volte rispetto al corrispondente periodo del 2025. Il dato, pur non indicando il numero assoluto di agenti o di processi automatizzati, suggerisce che una parte crescente dei clienti sta passando dalla sperimentazione all'impiego operativo.

Migliorano le previsioni per l'intero 2026

Sulla base dei risultati del trimestre, ServiceNow ha rivisto al rialzo le prospettive per l'esercizio 2026. I ricavi da abbonamenti sono ora attesi tra 15,780 e 15,790 miliardi di dollari, con un valore centrale di 15,785 miliardi, rispetto ai precedenti 15,770 miliardi.

La crescita prevista dei ricavi da abbonamenti è del 21% a cambi costanti, mentre il margine operativo non-GAAP rimane confermato al 31,5%. Migliora invece la previsione sul margine di free cash flow non-GAAP, portata dal 35% al 36%, un segnale della volontà della società di accompagnare l'espansione commerciale con una maggiore generazione di cassa.

Dietro l'accelerazione commerciale dell'AI c'è la scelta tecnologica  di spostare il valore dall'utilizzo dei singoli modelli alla gestione delle attività che questi modelli svolgono all'interno delle organizzazioni. La moltiplicazione degli agenti AI nelle imprese introduce, infatti, nuovi problemi di governo dell'infrastruttura digitale. Ogni agente può disporre di autorizzazioni, accedere a dati e applicazioni, utilizzare risorse di calcolo e avviare operazioni che producono effetti sui processi aziendali. Tutte funzioni che vanno governate per motivi di security e compliance.

La Super Intelligence Control Tower nasce per concentrare queste funzioni in un unico livello di controllo, indipendentemente dai modelli e dalle infrastrutture sottostanti. La proposta di ServiceNow è utilizzare la piattaforma esistente, già integrata in molti processi IT e aziendali, come punto di raccordo fra intelligenza artificiale, governance, sicurezza e workflow operativi.

OpenAI, Google Cloud e una nuova alleanza per la governance dell'AI

Per sostenere questa strategia, ServiceNow ha accompagnato la pubblicazione dei risultati con una serie di annunci che ampliano l'integrazione della propria piattaforma con l'ecosistema dell'intelligenza artificiale enterprise.

Il più significativo riguarda OpenAI, con cui ServiceNow ha esteso la collaborazione per collegare i modelli AI ai processi operativi aziendali. È già disponibile un nuovo plugin per ChatGPT che permette di accedere ai workflow di ServiceNow attraverso Action Fabric, mantenendo il contesto applicativo, le autorizzazioni e i meccanismi di approvazione previsti dalle organizzazioni. La collaborazione si estenderà anche alla cybersecurity, con l'integrazione di capacità AI per identificare, analizzare e mitigare possibili percorsi di attacco, e allo sviluppo software, attraverso l'impiego di Codex nell'ambiente AI Workflow Factory. Sono previste inoltre funzionalità vocali per semplificare la compilazione delle valutazioni del rischio AI. Non tutte queste capacità sono già disponibili: alcune arriveranno nel corso del 2027.

L'accordo prevede anche una collaborazione operativa interna: OpenAI intende adottare ServiceNow per i propri processi aziendali, mentre ServiceNow prevede di mettere ChatGPT Work e Codex a disposizione dei propri dipendenti. Parallelamente, ServiceNow ha annunciato la Control Tower Alliance, un ecosistema che riunisce aziende specializzate in modelli AI, infrastrutture cloud, sicurezza, gestione delle identità e misurazione dei consumi. Tra i membri fondatori figurano Anthropic, AWS, Cisco, HiddenLayer, Kong, NVIDIA, Okta, OpenAI, Stripe, WitnessAI e Zenity.

Alle nuove iniziative si aggiunge l'ampliamento della partnership con Google Cloud, annunciato il 27 ottobre, che collega i workflow verticali di ServiceNow a Gemini Enterprise. Le prime integrazioni riguardano attività retail, gestione dei servizi IT, CRM e telecomunicazioni, con la possibilità di avviare e completare operazioni sui sistemi ServiceNow direttamente dall'assistente AI di Google.

HPE e Stagwell adottano la piattaforma AI

Gli annunci sulle partnership sono accompagnati da due nuovi accordi commerciali che mostrano come ServiceNow intenda estendere l'utilizzo della piattaforma oltre i tradizionali ambiti dell'IT service management. HPE ha scelto ServiceNow come base per riorganizzare i servizi di supporto della propria divisione Cloud & AI, attraverso un accordo quinquennale. Il progetto punta a integrare la gestione dei casi di assistenza, gli interventi dei tecnici sul campo e l'automazione dei processi, utilizzando la Super Intelligence Control Tower per monitorare e governare le attività svolte dagli agenti AI.

L'obiettivo è migliorare la continuità dei servizi, ridurre i tempi di risoluzione delle richieste e rendere più efficiente la gestione delle informazioni che accompagnano il supporto clienti. Un secondo progetto riguarda Stagwell, gruppo internazionale specializzato in marketing e comunicazione, che utilizzerà la piattaforma ServiceNow per unificare i servizi IT, HR e sicurezza della propria organizzazione.

L'iniziativa coinvolge una rete di oltre 70 agenzie, più di 10.000 dipendenti e attività distribuite in oltre 40 Paesi. Il progetto prevede la sostituzione di quattro service desk distinti con un'unica piattaforma, insieme alla centralizzazione dei processi di onboarding, offboarding e gestione delle identità, comprese quelle utilizzate dagli agenti AI.

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