La pandemia da Covid-19 ha cambiato molte cose: tra queste anche le abitudini d’acquisto. Infatti sempre più persone, partendo proprio dal lockdown che limitava i movimenti e ha visto la chiusura di molti negozi “fisici”, hanno iniziato a fare acquisti online con frequenza sempre maggiore. Secondo un recente report dell'Ibm US Retail Index, la pandemia ha accelerato il passaggio allo shopping digitale di circa cinque anni.

I grandi store, di conseguenza, stanno registrando cali significativi: nel primo trimestre 2020 le vendite dei grandi magazzini e quelle di altri negozi "non essenziali" sono diminuite del 25 per cento, calo che è arrivato al 75% nel secondo trimestre. Il report indica che il decremento dovrebbe essere di oltre il 60% su tutto l’anno, mentre l'e-commerce dovrebbe crescere di quasi il 20 per cento.

Nel secondo trimestre 2020 l'e-commerce al dettaglio ha toccato i 211,5 miliardi di dollari, con una crescita del 31,8% rispetto al primo trimestre e del 44,5% su base annua. Inoltre ha rappresentato il 16,1% delle vendite totali al dettaglio, contro l’11,8% dei primi tre mesi dell’anno.

Secondo lo studio, la pandemia ha anche contribuito a determinare le tipologie di beni che i consumatori ritengono essenziali. L'abbigliamento, per esempio, ha perso importanza quando un sempre maggior numero di persone ha cominciato a lavorare e a seguire le lezioni scolastiche da casa nonché durante il lockdown quando sono venute a mancare le occasioni di incontro e la vita sociale è stata pesantemente limitata. Per contro altre categorie, tra cui generi alimentari, alcolici e accessori per la casa, hanno registrato un incremento, rispettivamente, del 12, 16 e 14 per cento.

Il report invita i grandi store, per rimanere competitivi, a organizzarsi più rapidamente per un’evasione degli ordini “omnicanale”. In particolare dovranno promuovere i propri negozi offrendo, per esempio, l'acquisto online e il ritiro in negozio e ampliare l’offerta di servizi di spedizione. Grandi catene, come Walmart e Target, hanno registrato fatturati “stellari”, grazie ai loro precedenti investimenti nell'e-commerce, per non parlare di Amazon che ha battuto ogni record e ha registrato una crescita delle vendite del 40 per cento.

In tutto questo viene da chiedersi quanto l’incremento della spesa online, dovuto anche alla pandemia, sia un cambiamento temporaneo e in che misura possa influire sulle previsioni a lungo termine. I negozi fisici stavano già perdendo terreno ma, secondo le stime di Ibm, il settore in pochi mesi ha bruciato le tappe e ha fatto un salto in avanti di circa cinque anni.