Se ne parla forse poco di questi tempi, ma lo storage, con la sua continua evoluzione, è un pilastro dell’economia del cloud computing e dell’intelligenza artificiale, attuale e futura. Senza dimenticare, poi, la cybersicurezza e il rispetto delle normative più recenti, fra cui la NIS2. Oggi la principale sfida per lo storage non sembra più quella di saper sostenere il boom dei dati o di garantire velocità e prestazioni: la resilienza e la gestione della complessità balzano in primo piano.
Ne abbiamo parlato con Simona Riela, channel & territory manager per l’Italia di Object First, azienda che ha sviluppato Ootbi (Out-of-the-Box Immutability), una soluzione di archiviazione “a prova di ransomware” per i backup basati su Veeam.
Come è cambiato il settore dell’archiviazione dei dati negli ultimi anni, dal punto di vista sia della domanda sia dell’offerta?
Negli ultimi anni lo storage non è più visto solo come un tema di capacità o di costo, ma come un elemento chiave per garantire la continuità del business. L’aumento degli attacchi ransomware, le normative sempre più stringenti e la necessità di operare senza interruzioni hanno reso il ripristino dei dati una priorità anche a livello direzionale. Oggi le aziende cercano soluzioni di storage affidabili anche nelle condizioni più critiche: dati protetti, immutabili e ripristinabili rapidamente, non semplicemente archiviati in modo efficiente.
Sul fronte tecnologico, l’affermazione dell’object storage e dell’hardware commodity ha migliorato scalabilità e sostenibilità economica, ma spesso introducendo una maggiore complessità operativa. Molte piattaforme sono nate per rispondere a esigenze di storage generiche e hanno integrato solo in un secondo momento funzionalità di backup, sicurezza e ripristino rapido. Questo approccio ha progressivamente spinto il mercato verso soluzioni di backup storage progettate in modo nativo per questi scenari, con un’attenzione particolare alla sicurezza, alla semplicità operativa e all’affidabilità del recupero dei dati.
Quali sono, nelle aziende, le principali criticità irrisolte?
La criticità principale riguarda la certezza di poter ripristinare i dati in modo rapido e sicuro quando si verifica un incidente. Nonostante gli investimenti significativi in infrastrutture di storage e cybersecurity, molte aziende non hanno la garanzia che i dati di backup siano effettivamente immutabili e realmente protetti da attacchi ransomware, né la certezza di poter rispettare tempi di ripristino compatibili con le esigenze del business. La complessità dell’ecosistema IT rimane un fattore critico: l’uso di molteplici strumenti, policy frammentate e processi manuali aumenta il rischio di errore proprio nelle situazioni di emergenza.
A questo si aggiunge la difficoltà di conciliare requisiti di sicurezza sempre più stringenti, obblighi normativi e risorse IT limitate, con team spesso sotto pressione e risultati di recovery non sempre prevedibili.
Simona Riela, channel & territory manager per l’Italia di Object First
Su quali progetti legati allo storage si stanno focalizzando le aziende, dal vostro punto di vista?
Le aziende si stanno concentrando soprattutto sulla protezione dei dati realmente critici per il business, proteggendoli sia da minacce esterne sia da rischi interni. Questo tema è diventato ancora più rilevante con la crescente adozione dell’intelligenza artificiale, che porta con sé un aumento significativo dei volumi di dati da gestire e proteggere. Dataset sempre più grandi e di maggior valore devono essere messi in sicurezza e resi facilmente recuperabili, spesso a fronte di risorse IT limitate. Di conseguenza, le aziende cercano soluzioni di backup e storage che siano semplici da gestire, scalabili e in grado di garantire elevati livelli di sicurezza e affidabilità.
Quali tendenze vi aspettate di osservare nel 2026?
Entro la fine di quest’anno la resilienza informatica diventerà il principale fattore che guiderà le decisioni in ambito storage. Clienti, assicurazioni e autorità di regolamentazione valuteranno sempre più le aziende in base alla loro capacità di ripristinare rapidamente dati e sistemi dopo un incidente, più che sulla sola prevenzione degli attacchi.
Questo spingerà la domanda verso piattaforme di storage in grado di garantire la recuperabilità dei dati, non solo capacità o prestazioni. Allo stesso tempo, la sovranità del dato diventerà un requisito centrale, soprattutto in Europa e in altre aree fortemente regolamentate. Le aziende dovranno avere pieno controllo su dove risiedono i dati, su chi può accedervi e su quanto rapidamente possono essere ripristinati: questo trasformerà le scelte di storage in decisioni strategiche di business e, in alcuni casi, anche geopolitiche.
La pressione aumenterà anche in settori come sanità e istruzione, caratterizzati da ambienti legacy complessi e da un’elevata esposizione agli attacchi, con una conseguente domanda di architetture di backup più semplici, robuste e sicure. Infine, con la diffusione sempre più ampia dell’intelligenza artificiale, diventerà evidente che l’affidabilità dei sistemi di AI dipende dalla qualità e dalla protezione dei dati su cui si basano. Proteggere i dati utilizzati dall’AI, così come i risultati che produce, attraverso uno storage isolato e immutabile diventerà un requisito fondamentale.
Una tendenza osservata negli ultimi anni sono le integrazioni tecnologiche fra piattaforme di storage e piattaforme di backup e recovery. Qual è la vostra visione in merito?
Object First è progettato appositamente per gli utenti Veeam, una scelta che ci consente di privilegiare qualità, sicurezza e affidabilità rispetto all’ampiezza dell’offerta. Questo approccio consente un’integrazione più profonda, una maggiore semplicità operativa e un’innovazione più mirata, a beneficio dei clienti che devono poter contare sui propri backup soprattutto nei momenti più critici.
Siamo l’unico backup target progettato nativamente per Veeam in grado di garantire immutabilità assoluta. A differenza di altri vendor, i cui dati diventano immutabili solo al termine di un job di backup, noi applichiamo l’immutabilità nel momento stesso in cui i dati vengono scritti, grazie a Object Lock. Object First si distingue nel mercato dello storage per il backup perché è l’unica soluzione creata dagli stessi fondatori di Veeam. Un elemento che risuona fortemente e in modo costante tra utenti e partner Veeam.