16/01/2026 di redazione

Data center in Italia, tra i ritardi e le promesse di protagonismo

Per il Politecnico di Milano, nell'ultimo triennio sono stati investiti 7,1 miliardi di euro per nuovi data center: meno del previsto. Ma c'è grande attesa per i prossimi anni.

Anche in Italia nuovi data center spuntano come funghi per sostenere la domanda di servizi di cloud computing e di intelligenza artificiale. Nell’ultimo triennio, tuttavia, il mercato si è mosso più lentamente del previsto. Secondo la ricerca dell’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, nel triennio 2023-2025 sono stati investiti 7,1 miliardi di euro per costruire, allestire e riempire di apparecchiature IT infrastrutture di elaborazione dati. Una cifra considerevole ma nettamente inferiore ai 10,5 miliardi di euro che erano stati stimati nel 2023 per il triennio.

Che cosa è successo? Come si legge nella ricerca, c’è stato un ritardo negli investimenti, in particolare sui nuovi operatori internazionali, “spesso al primo ingresso nel mercato italiano, che hanno formulato previsioni senza considerare appieno le complessità normative e i tempi autorizzativi del contesto nazionale, determinando rallentamenti nella realizzazione dei progetti”. A ciò si aggiungono le incertezze legate al contesto tecnologico e all’intelligenza artificiale, che richiede una diversa progettazione dell’architettura degli edifici e delle sale macchine.

Per i prossimi tre anni, da qui alla fine del 2018, ci sono già 83 i nuovi progetti infrastrutturali annunciati da 30 aziende, di cui 19 nuovi entranti, per un valore potenziale complessivo di 25,4 miliardi di euro. Qualche lungaggine andrà prevista, anche perché il 72% degli investimenti è attribuibile a nuovi operatori internazionali, non ancora attivi in Italia, “con tempistiche che potrebbero allungarsi per l’assenza di un iter approvativo standardizzato”, spiegano i ricercatori. La stima del Politecnico di Milano è comunque più ottimistica di quella recentemente pubblicata da Ida, l’Associazione Italiana Data Center, che prevede invece che nel nostro Paese saranno investiti 21,8 miliardi di euro nei prossimi cinque anni per potenziare la capacità di calcolo, storage e networking erogata sul territorio nazionale. 

“L’Italia è al centro di un’opportunità strategica, ma lo sviluppo dell’ecosistema data center dovrà passare da decisioni fondate su dati concreti”, ha dichiarato Alessandro Piva, direttore dell’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano. “I numeri sugli investimenti ci dicono che il Paese attira potenzialmente sempre più attenzione e capitali, ma la mancata standardizzazione dell’iter autorizzativo e l’incertezza del contesto tecnologico stanno rallentando la messa a terra dei progetti, con il rischio concreto di perdere opportunità chiave. Serve proseguire in un percorso fatto di regole certe, coerenza tra istituzioni centrali e locali e consolidare un piano nazionale capace di guidare le scelte strategiche del settore. Solo così l’Italia potrà trasformare l’attuale fermento in un ecosistema stabile, competitivo e sostenibile nel lungo periodo”.

“La ricerca evidenzia un forte disallineamento tra investimenti annunciati e capacità effettivamente realizzata”, ha commentato Luca Dozio, direttore dell’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano. “Questo scarto non va letto come un segnale di rallentamento del mercato, ma come un campanello d’allarme sulla necessità di rafforzare il coordinamento tra aziende e istituzioni a livello nazionale in modo da distinguere i progetti concreti da annunci potenziali, così da poter prendere decisioni basandosi sul reale andamento del mercato”.

L’Italia nel quadro europeo

I dati del Politecnico confermano un fatto noto: Milano resta la capitale italiana dei data center, con il 68% della potenza energetica nominale installata a livello nazionale e il 6% di quella totale europea. Dagli attuali 414 MW IT, la città potrà superare la soglia di 1 GW entro il 2028. Milano raccoglie anche il 23% degli investimenti annunciati a livello europeo.

I 13 principali poli di data center presenti in Europa hanno raccolto nel triennio 2023-2025 29,5 miliardi di investimenti e si stima supereranno i 110 miliardi entro il 2028. C’è ancora forte concentrazione di risorse finanziarie: l’area FLAPD (Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi e Dublino)  ha assorbito circa il 55% degli investimenti del 2023-2025. Ma c’è soprattutto concentrazione di fabbisogno energetico: la potenza installata in questi 13 poli di daa center ammonta a 7,4 GW IT, ma circa la metà è controllata da grandi operatori (soprattutto statunitensi) che sono il 5% del totale.

Secondo le stime del Politecnico, nei prossimi anni Milano potrà arrivare nei data center allo stesso ordine di grandezza dei mercati FLAPD. “Milano si candida a diventare un riferimento per il Sud Europa  concentra una quota significativa della potenza installata e delle nuove progettualità”, ha dichiarato Dozio. Altre località in forte ascesa sono l’area di Madrid (390 MW IT di potenza installata) e le città del Nord Europa, in particolare Helsinki (dove si sta sviluppando un florido ecosistema legato al quantum computing).

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