Automobili volanti che sfrecciano sopra i grattacieli, incuranti del traffico sottostante, trasportando persone a destra e manca in modo più rapido e più ecologico di quanto non potrebbe fare un normale taxi. Non siamo in un film di fantascienza ma nel futuro immaginato da Hyundai. Da Londra, durante una conferenza del Society of Motor Manufacturers and Traders, Michael Cole, chief executive per l’Europa di Hyundai ha detto che la propria azienda ha compiuto “investimenti molto significativi” nel campo trasporto urbano “volante”. Così riporta il Guardian.

Sui taxi volanti, se così vogliamo chiamarli, Cole ha dichiarato che potranno essere una realtà in diverse città del mondo probabilmente nella seconda parte del decennio che stiamo vivendo, al massimo entro il 2030. La mobilità urbana volante, ha spiegato il dirigente di Hyundai, rappresenterà una grande occasione per decongestionare il traffico cittadino e per ridurre l’impatto inquinante dei trasporti sia all’interno delle città sia tra una città e l’altra. “Crediamo che davvero faranno parte del futuro”, ha aggiunto. 

Ma come saranno queste automobili volanti del futuro? Nella visione della società sudcoreana, potranno sia prevedere un guidatore a bordo sia muoversi in modalità self-driving, come i “taxi autonomi volanti” immaginati da Uber. E proprio in collaborazione con Uber era stato realizzato il prototipo di battezzato S-A1 e presentato al Ces di Las Vegas dello scorso anno. Si tratta, in questo caso, non di un veicolo che ricorda un’automobile bensì di un drone elettrico a guida autonoma che rientra nella categoria dei Pav (Personal Air Vehicle). Per l’occasione era stato mostrato anche il concept di un minibus elettrico a guida autonoma, definito Pbv (Purpose Built Vehicle): una sorta di navetta personalizzabile in base alla destinazione d’uso, che può diventare un piccolo ristorante, un bar, una farmacia o un’ambulanza.

Queste sperimentazioni non dovranno restare casi isolati. Nel 2019 l’azienda sudcoreana ha annunciato di voler investire entro il 2015 circa 1,5 miliardi di dollari per progetti di “mobilità urbana aerea”. Hyundai ora sta collaborando con la società di infrastrutture Urban Air Port per realizzare una serie di aeroporti “pop-up” che dovranno fare da base per i droni autonomi e per i taxi volanti. La prima di queste infrastrutture, annunciata all’inizio di quest’anno, sorgerà a Coventry, in Inghilterra.