Il colosso cinese ZTE ha deciso di rispondere alla denuncia per violazioni di brevetto di Ericsson con un contro-denuncia. "ZTE, nel negare con decisione qualsiasi addebito, si rammarica che Ericsson abbia voluto interrompere unilateralmente le trattative in corso e si riserva di far accertare l'invalidità dei brevetti di Ericsson davanti alla commissione di riesame dei brevetti del SIPO (State Intellectual Property Organisation in Cina)", si legge nel comunicato ufficiale dell'azienda.

ZTE

ZTE sostiene di aver operatori in assoluta legalità, rilevando anche che "investe regolarmente il 10 per cento dei propri ricavi in ricerca e sviluppo, e si avvale di una strategia internazionale di protezione brevettuale". 

Non a caso al 31 dicembre 2010, ZTE deteneva un totale di 33.000 brevetti, 1.863 dei quali riguardano  domande internazionali di brevetto depositate nel 2010 presso la WIPO (World Intellectual Property Organization). "ZTE è la prima società al mondo per numero di brevetti nel settore delle telecomunicazioni e la seconda in assoluto", ribadisce il documento ufficiale.

"Ove sorgano controversie in materia di brevetti, ZTE si è sempre adoperata per la ricerca di soluzioni ragionevoli. Ad oggi, grazie a negoziazioni e a contratti di cross-licensing, ZTE ha stretto accordi con la maggior parte dei produttori di componenti e di sistemi di telecomunicazioni, evitando il ricorso ad azioni giudiziarie".

In ogni caso secondo la dirigenza di ZTE la controversia con Ericsson sarebbe una diretta conseguenza della rinnovata competizione del settore. "Tuttavia, ZTE ritiene che l’unico modo che consenta ai vendor di sopravvivere in questo mercato sia lo svolgimento di negoziazioni ragionevoli finalizzate alla risoluzione delle controversie, e per tale motivo invita Ericsson ad abbandonare l'azione legale intrapresa ed a cercare una soluzione transattiva".