La sicurezza fisica è anche una questione digitale. Sempre di più, negli ultimi anni, i sistemi di controllo degli accessi hanno integrato elementi di informatica per potenziare la propria efficacia, per attivare nuove funzionalità e per assecondare le normative di settore. Analytics, biometria, sensori, software e applicazioni per il controllo remoto, telecamere di videosorveglianza, app di domotica, sistemi di gestione delle identità sono esempi di una sempre più spinta convergenza tra dimensione fisica e digitale.
Il mercato ha raggiunto un valore che si avvicina agli 11 miliardi di dollari, e più precisamente 10,76 miliardi è la valutazione di Grand View Research per il giro d’affari mondiale del 2024, mentre la stima di MarketsandMarkets è leggermente più conservativa, 10,62 miliardi nel 2025. Entrambe le società di ricerca ipotizzano un tasso di tasso di crescita annuo composto superiore all’8% (rispettivamente, 8,4% e 8,3%) tra il 2025 e il 2030. A fare da traino c’è, in tutto il mondo, la crescente domanda di sicurezza in un mondo flagellato da guerre, terrorismo e criminalità, ma (a voler vedere il bicchiere mezzo pieno) ci sono anche la trasformazione digitale e la disponibilità di tecnologie sempre più evolute ed efficaci. In Europa, inoltre, gli obblighi di conformità al Gdpr e alla NIS2 spingono molte aziende ad adottare sistemi di controllo accessi che gestiscono i dati personali in modo sicuro e rispettoso della privacy.
Tra i principali aziende vendor di questo mercato spiccano le svedesi Assa Abloy e Axis Communications, la svizzera Dormakaba Group, le irlandesi Allegion e Johnson Controls, le tedesche Bosch e Siemens, oltre a multinazionali statunitensi come Honeywell International. Ma c’è anche una multinazionale italiana, Iseo Ultimate Access Technologies, che tratta sia i componenti meccanici della sicurezza fisica (serrature, clindri, sistemi antipanico e dintorni) sia di soluzioni digitali. Operativo attraverso 13 società, il gruppo controlla quattro siti produttivi tra Italia, Francia, Germania e Romania e conta circa 1.200 dipendenti.
Il decalogo del controllo accessi del futuro
Proprio Iseo Ultimate Access Technologies ci permette di immaginare il futuro del controllo accessi con una lista di previsioni, un decalogo delle tendenze che sosterranno il passaggio dalle tradizionali soluzioni a piattaforme integrate, intelligenti e orientate ai servizi. Vediamole una a una.
- La sicurezza identità-centrica
A detta di Iseo (ma è opinione che trova riscontro in moltissimi report e analisi sul tema), l’identità sta diventando il nuovo fulcro della gestione della sicurezza, fisica e digitale. Stiamo passando da un approccio incentrato su dispositivi e perimetri fisici a una “gestione olistica” delle identità, che integra varchi e tornelli con sistemi IT, applicazioni e cloud. “Questo cambiamento apre opportunità significative per lo sviluppo di soluzioni più scalabili, integrate e orientate ai servizi, e facendone un posizionamento sempre più strategico”, evidenzia l’azienda.
- L’accesso context-aware e la conformità normativa
Mettere l’identità al centro della sicurezza fisica permette di realizzare una segmentazione degli accessi basata su ruoli e contesto, che è peraltro requisito essenziale in ambiti regolati dalla direttiva NIS2 e dalla norma ISO 27001/22301. “In questa direzione”, spiega Iseo Ultimate Access Technologies, “il controllo degli accessi deve quindi diventare dinamico, tracciabile e proporzionato al rischio: le autorizzazioni non devono essere più statiche, ma devono adattarsi in tempo reale al contesto operativo, garantendo possibilità di controllo e policy differenziate in base a risorse e minacce”. Tutto questo richiede un’evoluzione della gestione delle policy e una forte integrazione con i sistemi di identity management, per allineare la sicurezza fisica, quella informatica e la governance aziendale.
- La governance continua della privacy
La gestione dei dati biometrici è uno dei motori di questo mercato, in un contesto di crescente complessità normativa. Servono, quindi, soluzioni e strumenti che permettano di rafforzare la governance continua dei dati e di supportare i clienti nella gestione della conformità (specie se nel controllo accessi sono coinvolti il cloud e l’Internet of Things). La stessa progettazione delle soluzioni dev’essere orientata alla privacy.
- La convergenza fisica-digitale
Secondo Iseo Ultimate Access Technologies, la convergenza tra sicurezza digitale e fisica non è più un'opzione ma una necessità. In questo scenario, gli integratori certificati diventano figure chiave, unendo competenze di sicurezza fisica, informatiche e verticali del settore di riferimento, che si tratti di sanità, industria, piccole imprese, scuola o Pubblica Amministrazione.
- La NIS2 come motore di innovazione
I requisiti di gestione del rischio, tracciabilità, resilienza operativa e controllo degli accessi imposti dalla direttiva europea spingono le aziende ad adottare soluzioni più integrate, centralizzate e identity-based, capaci di garantire controllabilità, segmentazione dei privilegi e allineamento tra accessi fisici e digitali. Il controllo accessi evoluto permette, quindi, di soddisfare i requisiti della NIS2 e di potenziare la complessiva “postura di sicurezza” (anche cyber) delle aziende.
- Credenziali mobili e trasformazione digitale
L’accesso tramite credenziali passa sempre più spesso dallo smartphone e dalle app, comode da usare e ormai entrate nelle abitudini quotidiane delle persone. Da hardware-centriche, le soluzioni di controllo accessi diventano sempre più orientate al software e ai servizi. Il vantaggio di questo approccio è che concilia la semplicità di utilizzo dello smartphone (e quindi le aspettative di user experience) con la sicurezza.
- Integrazione con ecosistemi aziendali e building automation
Il controllo accessi può integrarsi con i processi delle risorse umane, gli apparati Hvac (riscaldamento, ventilazione e aria condizionata) e le soluzioni di building automation, e questa integrazione è una delle dieci tendenze che plasmeranno il futuro di questo settore. La digitalizzazione degli edifici e l’adozione di sistemi di smart building stanno creando le necessarie premesse.
- L'intelligenza artificiale per controllo e prevenzione
L’applicazione dell’intelligenza artificiale ai sistemi di controllo accessi, secondo Iseo Ultimate Access Technologies, porterà a ridefinire anche i modelli di sicurezza e di gestione degli edifici. Quando, in futuro, avremo basi di dati abbastanza ampie e di qualità, allora l’AI potrà porsi come tecnologia di controllo ma anche come motore decisionale, intuendo anomalie e segnali di pericolo e supportando, così, la prevenzione delle minacce.
- Domanda e opportunità nelle infrastrutture critiche
La transizione digitale, programmi pubblici e normative come la NIS2 stanno alimentando la domanda di soluzioni di controllo accessi per le infrastrutture critiche, dunque per telecomunicazioni, energia, gas, acqua, trasporti, sanità e utilities. Settori che, naturalmente, esigono soluzioni di controllo accessi ad alta affidabilità, sicurezza e scalabilità. Qui si aprono, per vendor e integratori, opportunità significative per realizzare progetti complessi e ad alto valore.
- L’evoluzione della sicurezza meccanica e meccatronica
Nonostante la trasformazione digitale del settore del controllo degli accessi, le serrature meccaniche e meccatroniche rimangono fondamentali. Non saranno sostituiti da componenti digitali, ma dovranno integrarsi con questi ultimi, con elettronica avanzata e piattaforme informatiche. Verrà a crearsi una “sicurezza stratificata” che garantisce robustezza fisica, gestione centralizzata, tracciabilità completa e flessibilità operativa.