Le AI factory, cioè i grandi data center ottimizzati per l’intelligenza artificiali, sono “la maggiore espansione di infrastruttura della Storia umana”: parole (come sempre enfatiche) che arrivano da Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, a commento degli ultimi numeri trimestrali, che marcano l’inizio del nuovo anno fiscale dell’azienda. La più ricca società tecnologica al mondo per capitalizzazione di mercato, il cui valore oggi ha superato i 5.400 miliardi di dollari, continua a crescere vertiginosamente grazie alla domanda di chip per l’intelligenza artificiale. E se fino a ieri la strategia e i ricavi si fondavano in larga parte sulle Gpu, ora Nvidia guarda al futuro con una visione più ampia.
I numeri del primo trimestre fiscale parlano da soli: ricavi record, circa 81,6 miliardi di dollari, in crescita dell’85% anno su anno ,e un reddito operativo superiore a 53,5 miliardi, che segna un balzo del 147%. Ma soprattutto Nvidia è imbattibile sugli utili, oltre 58,3 miliardi di dollari nel trimestre, per una crescita del 211% su base annua.
In tre mesi l’azienda ha restituito agli azionisti circa 20 miliardi di dollari, tra azioni riacquistate e dividendi. Un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie per un valore di 80 miliardi di dollari è appena stato autorizzato.
La divisione Data Center fa da traino, concentrando 75,2 miliardi di dollari di ricavi sul totale del giro d’affari trimestrale, con un balzo del 92% anno su anno. La divisione Edge Computing (che copre i prodotti destinati a Pc, workstation, console di gioco, stazioni per reti di accesso mobile, robotica e automobili) ha ottenuto 6,4 miliardi di dollari e una crescita del 29%.
“La costruzione delle fabbriche di AI, la maggiore espansione di infrastruttura della Storia umana, sta accelerando a velocità straordinaria”, ha dichiarato Huang. “L’Agentic AI è arrivata e sta svolgendo un lavoro produttivo, sta generando valore reale e sta rapidamente scalando in aziende e settori differenti. Nvidia ha un posizionamento unico al centro di questa trasformazione, in quanto unica piattaforma che è eseguibile in qualsiasi cloud, che alimenta ogni modello di frontiera e open source e che scala ovunque l’AI sia prodotta, dai data center hyperscale all’edge”.
La principale novità del trimestre è stata Vera Rubin, una piattaforma che include le prime Cpu sviluppate appositamente per l’Agentic AI, ma ci sono stati anche tutta una serie di strumenti per sviluppatori, indirizzati alla gestione, alla sicurezza e ai controlli di privacy per assistenti e agenti di intelligenza artificiale. Nvidia ha anche ampliato le collaborazioni con Google Cloud, Nebius, Dell e Mistral. Sono tutti segnali di una strategia che mira a posizionare Nvidia non più solo come avanguardia delle Gpu, ma come un fornitore di infrastrutture IT (hardware e software, inclusi i modelli AI) a tutto tondo, sempre però con un chiaro focus sull’intelligenza artificiale.
Nel futuro c’è ancora un’ottima prospettiva di crescita, pur con l’incognita del mercato cinese, oggi soggetto a restrizioni sull’acquisto di tecnologie AI di frontiera come quelle di Nvidia. Gli Stati Uniti continuano a vietare la vendita dei chip più avanzati, in particolare le Gpu Blackwell, e in questi mesi Nvidia ha cercato di aggirare i limiti all’export proponendo in Cina delle versioni depotenziate. La stessa Repubblica Popolare, tuttavia, ora sta rallentando o ostacolando gli acquisti di chip Nvidia per favorire aziende cinesi come Huawei.