Un annuncio shock e numeri che descrivono un business in ascesa, la contraddizione d Samsung. L'azienda si è svegliata così stamattina, con le dimissioni annunciate da Kwon Oh-hyun: abbandonerà, con effetto dal mese di marzo 2018, i suoi ruoli di Ceo, vice chairman e direttore della divisione che produce e commercializza chip. Quella più di successo e responsabile in buona parte del boom del terzo trimestre di quest'anno fiscale, anno per cui si attendono profitti operativi triplicati rispetto alla situazione di un anno prima. I motivi dell'abbandono di Kwon Oh-hyun sono di altra natura: il dirigente sessantaquattrenne, in Samsung da metà della sua vita, ha citato la “crisi senza precedenti” vissuta dall'azienda al suo interno, alludendo tra le righe allo scandalo corruzione e alla conseguente condanna del vicepresidente del gruppo sudcoreano, Lee Jae-yong.

Per il giovane erede del “patrono” di Samsung (il padre Lee Kun-hee), le manette erano scattate a febbraio di quest'anno a valle della più ampia indagine sulla presidente della Corea del Sud, Park Geun-hy (sospesa e arrestata a marzo) e sulla sua consigliera, Choi Soon-Sil. Ma mentre l'alta dirigenza si rendeva responsabile di una grande macchia sulla reputazione di Samsung, l'azienda in questo 2017 si è tenuta stretta l'oro sul podio del mercato smartphone e ha incredibilmente dimenticato il flop del suo “esplosivo” Galaxy Note 7 (il Note 8 è stato preceduto da incredibile attesa e nelle prime settimane dal lancio sta superando le previsioni di vendita). Quel che più conta, ha continuato a macinare profitti, confermandosi come primo fornitore di display Oled destinati agli iPhone e ricavando margini soprattutto dalla vendita di chip di memoria.

Nel terzo trimestre dell'anno fiscale in corso Samsung Electronics ha ottenuto 62.000 miliardi di won, ovvero circa 47,5 miliardi di euro, mancando di pochissimo le stime degli analisti di Thomson Reuters (62.100 milardi di won) e crescendo del 29,7% anno su anno. Circa 8mila miliardi di won sono attribuibili alla sola vendita di semiconduttori. Il profitto operativo trimestrale ha invece superato le previsioni, arrivando a 14.500 miliardi di won (versus i 14.300 miliardi pensati dagli analisti) e triplicando, come si diceva, il valore attestato un anno fa.

I motivi sono presto detti: la minor disponibilità sul mercato di componenti di memoria, da un lato, e dall'altro la continua crescita della domanda hanno contribuito a far alzare i prezzi. E per i prossimi mesi gli analisti prevedono un'ulteriore tendenza, cioè una crescente domanda di chip con maggiore capacità di memoria.

 

 

 

L'annuncio di dimissioni di Kwon ha quindi stupito, poiché le divisioni di cui era responsabile (memorie e display) sono al momento i più potenti motori di crescita. E ha stupito anche per il suo tempismo, dato che per lui si attendeva un'ulteriore scalata di potere alla luce del vuoto lasciato da Jay Y. Lee. “Ci ho pensato molto tempo e approfonditamente”, ha scritto nella sua lettera di addio a Samsung. “Non è stata una decisione facile, ma sento di non poterla più rimandare. Nel momento in cui affrontiamo una crisi interna senza precedenti, credo che sia ora che l'azienda riparta con un nuovo inizio, un nuovo spirito e una leadership giovane, per rispondere meglio alle sfide emergenti in un mercato in rapida trasformazione”.